La Bce inizia a chiudere i rubinetti

Economia

Mariangela Pira

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Finanza & Dintorni

Un giorno importante per i mercati, dato che la Banca Centrale Europea dimezzerà i suoi acquisti mensili di titoli di stato. Cosa significa? Ne parlo oggi nel mio blog. 

E’ un giorno importante sui mercati non solo per l’attesa dei dettagli relativi alla manovra ma anche perché da questa data la Banca Centrale Europea dimezza i suoi acquisti mensili di titoli di stato della zona euro. Ne avrete sentito parlare spesso come ‘quantitative easing’, ovvero un programma straordinario di acquisti mensili da parte della BCE, con tre anni e mezzo di vita. Vera e propria ancora di salvataggio e ombrello sotto il quale paesi come il nostro si sono riparati. Perché è stato importante? Perché quando il Tesoro ha venduto i propri titoli di stato, Draghi ne ha comprati molti, contribuendo a creare un ambiente di fiducia. Ora che la BCE inizia a chiudere i rubinetti, l’Italia dovrà trovare altri acquirenti che comprino i suoi bond, finanziando in questo modo le sue spese.

La manovra, come sapete, sarà finanziata per la gran parte in deficit, che altro non è se non la differenza negativa tra le entrate e le uscite. In altre parole soldi che non ci sono e che vanno trovati. Per questo è importante prestare attenzione al debito pubblico. Perché gli investitori prestano i soldi più volentieri a chi pensano rimborserà il prestito e quindi a chi è meno indebitato. Essendo Roma molto indebitata, gli interessi che paga a chi le compra i bond sono sempre più succulenti. 

Da cosa lo vediamo? Dallo spread, che altro non è se non la differenza tra il rendimento di un titolo di stato decennale tedesco, preso a punto di riferimento in Europa, e uno italiano. Più lo spread, o forchetta, si allarga più è ritenuto rischioso da chi presta i soldi investire in Italia, proprio perché ci si allontana dalla stabile Germania. Da mesi lo spread viaggia ben sopra i 100 punti base rispetto alle stime dello scorso anno. Questo vuol dire, per il Ministero dell’Economia, che lo Stato per il 2018 pagherà 1,9 miliardi di euro di interessi in più agli investitori che compreranno i buoni del Tesoro.

Fatte queste premesse, opinione del governo è che grazie al deficit più elevato si creerà più Pil. I critici sostengono che viste le dimensioni del debito pubblico italiano sarebbe meglio adottare politiche fiscali più ragionevoli e prudenti. Una cosa è certa: le prossime elezioni europee, a maggio 2019, saranno de facto un referendum sul governo e sull'Europa. 

 

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