L'Italia nuovo paradiso dei pensionati, come il Portogallo?

Economia

Mariangela Pira

Finanza & Dintorni

L'Italia vuole proporsi come nuovo paradiso fiscale per i pensionati europei e stranieri. Il modello è il Portogallo. Ecco cosa sappiamo finora. 

 

Immaginate un lavoratore svedese abituato a lunghi inverni che finalmente arriva alla pensione e può godersi il sole. Perché non scegliere il nostro sud per godersela? Per questo uno dei progetti in corso è quello di attrarre in alcune regioni italiane i pensionati stranieri ed europei a zero tasse, seguendo il modello Portogallo.

Era la proposta lanciata ad agosto dal vice premier Salvini in un comizio in Calabria: fece riferimento a una zona di esenzione fiscale per i pensionati italiani e stranieri capace di attrarre nuovamente investimenti nel meridione. Di quest’idea Fratelli d’Italia rivendica la paternità. Proprio il partito della Meloni ha presentato oggi la proposta di legge alla Camera: si intende applicare a chi decide di trasferirsi nel Sud Italia, in particolare – leggendo la proposta - Sicilia, Calabria, Campania e Puglia il cosiddetto metodo Canarie o Portogallo ovvero un regime fiscale di favore. Sardegna e Basilicata risultano escluse. E per usufruire della pensione occorre risiedere in Italia almeno per 6 mesi e un giorno, come in Portogallo.

La proposta della Lega - presentata ad agosto -  era leggermente differente, riguardava Calabria, Sicilia e Sardegna. I comuni dovevano avere meno di 4 mila abitanti, dimostrando di essere stati soggetti ad una emigrazione di almeno il 20% negli ultimi 10 anni. Era ipotizzata anche la garanzia di una serie di servizi come la raccolta differenziata e un servizio sanitario di elevata qualità. 

Di cosa si tratta? Di un regime agevolato che prevede zero tasse per i primi 10 anni ai pensionati stranieri e dell’Unione Europea che spostino la loro residenza in una delle regioni meno sviluppate d’Italia: una manovra che stando a quanto scritto nella proposta di legge potrebbe apportare almeno 100mila nuovi arrivi nell’arco dei prossimi tre anni nelle regioni citate con un forte incremento – ed è questo che si spera - dei consumi locali, degli investimenti, dell’occupazione, dando nuova energia al Sud Italia.

Ma vediamoli i numeri in Portogallo, definita la nuova Cayman degli emigrati previdenziali, tenendo presente anzitutto un problema, ovvero che la misura ha creato disparità (e malumori) tra i pensionati stranieri e quelli portoghesi.  Stando agli ultimi dati disponibili, del Ministero delle finanze portoghese, a inizio 2017 erano 10.684 i pensionati stranieri in Portogallo e 1.037, nello specifico, quelli italiani che hanno scelto il buen ritiro lusitano, una delle preferite al mondo per godersi la pensione. In totale le pensioni italiane ricevute o spese all’estero sono al di sotto delle 400.000 unità, ma la stragrande maggioranza riguarda lavoratori emigrati più che pensionati alla ricerca del fisco leggero. Il Portogallo del resto è un Eden dato che, come ho scritto, per 10 anni si è esentati da qualunque tipo di tasse sulla pensione.

 

La proposta della Lega era leggermente differente, afferiva solo a Calabria, Sicilia e Sardegna. I comuni dovevano avere meno di 4 mila abitanti, dimostrando di essere stati soggetti ad una emigrazione di almeno il 20% negli ultimi 10 anni. Era ipotizzata anche la garanzia di una serie di servizi come la raccolta differenziata e un servizio sanitario di elevata qualità.

 

La proposta della Lega era leggermente differente, afferiva solo a Calabria, Sicilia e Sardegna. I comuni dovevano avere meno di 4 mila abitanti, dimostrando di essere stati soggetti ad una emigrazione di almeno il 20% negli ultimi 10 anni. Era ipotizzata anche la garanzia di una serie di servizi come la raccolta differenziata e un servizio sanitario di elevata qualità.

 

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