Qualche prezioso consiglio per un colloquio di lavoro

Economia

Mariangela Pira

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Finanza & Dintorni

Cosa fare e cosa non fare durante un colloquio di lavoro? Ho raccolto i suggerimenti di alcuni esperti del mondo della finanza. Sono pratici, semplici da seguire e possono servire a tutti. 

Tutti siamo spaventati di fronte ad un colloquio di lavoro. Ho raccolto qualche articolo sul tema, in particolare sugli errori da evitare durante questo appuntamento, e lo condivido con voi. Io non ricordo bene cosa ho detto o fatto esattamente in sede di colloquio, ma mi sono ritrovata in alcuni errori sottolineati da questi esperti. 

Parto quindi dalle cose 'da fare'. Al di là di consigli lapalissiani come la puntualità, un bel sorriso e una stretta di mano decisa, Suzy Welch, autrice di best-seller e apprezzata giornalista finanziaria, sottolinea come sia importante la parte finale di un colloquio per restare impressi al vostro interlocutore. Welch afferma che anziché dire "grazie", girare i tacchi e uscire, si può osare un "vorrei davvero questo lavoro". E se pensate che la frase suoni da disperati, Welch vi risponderebbe che il gioco vale la candela. Secondo lei infatti una frase del genere mostra sincerità, coraggio e umiltà. In primis, un po' di candore non guasta, soprattutto se si è qualificati. Inoltre, chi ascolta sa che non è una frase facile da dire e quindi potrebbe apprezzare il vostro coraggio. "Dirlo significa avere fegato", e si ricorderanno di questo", dice Welch. Infine, ammettere quanto si desidera ottenere un posto di lavoro vuol dire anche non essere superbo o altezzoso. E’ il momento in cui il candidato riconosce di essere – mettiamola in questo modo – un venditore di fronte al compratore. 

Proseguo con il 'cosa non fare'? Anzitutto gli esperti consigliano di identificare gli errori che fate di solito. Il primo è comune: bloccarsi per la paura. Avete ripassato le battute, siete di fronte ai riflettori e improvvisamente... il vuoto, tutto si annebbia. E' l'incubo dell'attore teatrale. Ed è altrettanto disastroso se capita in fase di colloquio. "Mina la fiducia in sè stessi, impedisce una conversazione fluida ed è molto difficile riprendersi", sottolinea un esperto che consiglia di impratichirsi a casa. "Basta uno specchio, di fronte al quale potete rispondere alle domande che pensate vi rivolgeranno". Sempre utile preparare qualche esempio generico sulle sfide finora affrontate con successo. 

Gli esperti consigliano di usare qualche tattica per prendere tempo. Agli attori viene detto di fare un bel respiro prima di lanciarsi in un monologo. Facile direte voi, eh? Però di fatto è utile, perché vi dà qualche secondo per riordinare i vostri pensieri. Potete anche temporeggiare con frasi come, “ottima domanda” o “mi faccia pensare a un esempio che possa rispondere al meglio alla sua domanda". Anche chiedere all’interlocutore di chiarire meglio il quesito aiuta a prendere tempo ed è apprezzatp. L'ingrediente numero uno è la prontezza di spirito: siete presi in contropiede da una domanda? Lanciatevi in un "vorrei darle una risposta ponderata, possiamo tornare su questo argomento alla fine del colloquio?”. 

L'altro errore è farfugliare.  E’ un problema perché suggerisce al vostro interlocutore che siete disorganizzati. Anche in questo caso Emily Moore di GlassDoor, una piattaforma sulla quale sia i datori di lavoro sia i dipendenti possono condividere foto, commenti e video relativi alla propria attività professionale, suggerisce di chiedersi: perché sono confusionario in fase di colloquio? In un articolo (ecco qui l'originale in inglese, vi consiglio di leggerlo: https://www.glassdoor.com/blog/how-to-tell-a-career-story/) spiega che definire al meglio - fase per fase - le sue precedenti esperienze lavorative l'ha aiutata tantissimo a chiarire i suoi obiettivi. 

Se invece sapete quello che volete dire ma avete difficoltà a esprimere i concetti in modo chiaro e sintetico, l'amministratore delegato di WorkItDaily.com J.T. O’Donnell (https://www.inc.com/jt-odonnell/how-to-tell-if-youre-a-rambling-fool-in-a-job-interview-and-how-to-stop.html) ha pensato ad una semplice equazione per rispondere alle temutissime domande aperte: fornire un esempio che riguardi un’esperienza importante, sintetizzare cosa si è imparato e descrivere come applichereste quanto appreso al lavoro per cui vi state candidando. Il consiglio di O’Donnell è di mantenersi sotto i due minuti. Essere concisi e lineari è fondamentale perché rimanda a un pensatore logicolo e mentalmente calmo.

 

p.s. commuoversi o piangere durante un colloquio: NO! Vi dico solo che viene definito dagli esperti citati il 'bacio della morte'. 

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