La Lira turca spaventa i mercati. Erdogan: fake news creano allarmi

Economia

Nuovo tonfo della moneta di Ankara, sotto pressione dopo il tracollo di venerdì scorso. Il presidente parla di complotto internazionale, chiama in causa gli Stati Uniti ma rassicura: "Nostra economia è forte". Borse europee in rosso. Lo spread sfiora i 280 punti

La Lira turca continua a essere sotto pressione dopo il tracollo del 16% di venerdì e aggiorna i nuovi minimi record contro il dollaro, a quota 7,24, con una perdita di un altro 9%: la Lira ha recuperato terreno fino a ridiscendere sotto quota 7, facendo segnare uno spot rate di 6,5768 dopo che la Banca centrale ha assicurato che erogherà “tutta la liquidità di cui le banche necessitano”. Per far fronte a questa situazione, il ministro delle Finanze turco, Berat Albayrak, ha annunciato un piano di azione economico, che sarà attuato da subito, al fine di allentare le tensioni degli investitori. La crisi si ripercuote anche sui mercati europei: lo spread tra Btp italiani e Bund tedesco ha aperto la settimana in rialzo. Per questa situazione, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, chiama in causa direttamente gli Stati Uniti e parla di "complotto internazionale". Intanto, si muovono anche la magistratura e le Autority di Ankara per far luce su quanto sta accadendo.

Erdogan: non ci sono riusciti col golpe ora usano soldi

Per il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, non ci sono dubbi: la crisi profonda in cui è precipitata la Lira turca, dice, è il frutto di un "complotto internazionale", di una guerra che ha un movente politico, piuttosto che finanziario. Dollari, euro e oro sono ormai come "proiettili, palle di cannone, e missili di una guerra economica scatenata contro il nostro Paese", dice. "Stanno tentando di fare col denaro ciò che non sono riusciti a fare con le provocazioni e il colpo di Stato", ha affermato Erdogan. Il Presidente ha poi chiamato in causa gli Usa: "Da un lato siete con noi nella Nato e agite come un partner strategico, ma dall'altro cercate di pugnalare alle spalle un vostro partner strategico", ha tuonato. Erdogan, sempre parlando degli Usa, ha poi promesso che "risponderemo a chi ha iniziato una guerra commerciale contro il mondo intero, inclusa la Turchia, virando verso nuove alleanze". Il presidente ha anche rassicurato: "I fondamentali della nostra economia sono molto forti" e per quanto riguarda la crisi della Lira "faremo il possibile per risolvere la questione", annunciando "altri piani" per sostenere la moneta.

Cremlino: Ankara non ha chiesto l'aiuto di Putin

Oggi ad Ankara è arrivato anche il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov. Il Cremlino ha assicurato che Erdogan non ha chiesto l'aiuto di Putin nella telefonata che i due leader hanno avuto venerdì scorso, 10 agosto.

Gli effetti sulle Borse

La Banca centrale della Turchia ha comunicato in una nota di aver adottato alcune misure per "supportare la stabilità finanziaria e sostenere l'effettivo funzionamento dei mercati". In particolare, per la gestione della liquidità della Lira, la banca fa sapere che "fornirà tutta la liquidità di cui le banche hanno bisogno". L’istituto, inoltre, assicura che "monitorerà da vicino il mercato e la formazione dei prezzi e assumerà tutte le misure necessarie per mantenere la stabilità finanziaria, se lo riterrà necessario". Ma la crisi della Lira turca continua a trascinare in basso i mercati. Le borse asiatiche hanno chiuso in calo. Male Seul, Sidney e Mumbai. Mattinata nera anche per le Borse europee. Milano è la peggiore fra le Piazze del Vecchio continente cedendo l'1%. L'euro è sempre debole a 1,13 dollari, mentre continua a pesare lo spread, che sfiora i 280 punti.

Procura e autority indagano

La crisi della moneta di Ankara ha fatto muovere anche la magistratura e le Autority del Paese. La procura di Istanbul ha aperto un'indagine su individui sospettati di essere coinvolti in azioni che minacciano la sicurezza economica della Turchia. Lo riferisce la Cnn Turk. Il Paese è stato preso di mira da un attacco economico, ha detto l'ufficio del pubblico ministero, impegnandosi a intraprendere azioni legali contro tutte le notizie e i resoconti dei social media che ritiene funzionali all'obiettivo di questo attacco. Nel mirino sono finiti "346 account di social network che hanno condiviso messaggi per provocare l'aumento del dollaro", fanno sapere. Si muove anche l'Autority turca delle finanze, che sta indagando su eventuali fake news tese a creare panico e aumentare l'incertezza. Un altro procedimento è stato aperto dall'Authority turca per i reati finanziari (Masak) sempre contro le fake news diffuse negli ultimi giorni e mirate a una manipolazione della situazione economica.

L’annuncio di dazi e il crollo

La Lira turca venerdì 10 agosto ha perso il 20% del suo valore rispetto al dollaro. Una perdita arrivata subito dopo che il presidente degli Stati Uniti Trump ha dichiarato di aver approvato il raddoppio delle tariffe sull'acciaio e l'alluminio turchi. La valuta di Ankara aveva già perso più del 40% nell'ultimo anno.

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