Crollo della lira turca scatena il panico sui mercati: Milano -2,51%

4' di lettura

Prosegue il crollo della valuta di Ankara, sotto attacco per i timori sulle politiche economiche del Paese. Piazza Affari chiude in negativo, giù diversi mercati emergenti. Erdogan: "Non perderemo guerra economica". Ma Trump raddoppia i dazi su acciaio e alluminio

Non si arresta il crollo della lira turca che è arrivata a toccare il minimo storico sul dollaro, perdendo fino al 17%, secondo quanto riporta Bloomberg. Un record negativo per la valuta di Ankara, sotto attacco per via dei timori delle politiche economiche del Paese, l’inflazione galoppante e i rapporti sempre più tesi con gli Stati Uniti. Si tratta della peggior settimana dallo scoppio della crisi finanziaria nel 2008 per la lira turca, con Piazza Affari che chiude a -2,51%.

Banche italiane esposte per 15 miliari di euro

Le banche italiane sono esposte verso la Turchia per quasi 15 miliardi di euro (16,9 miliardi di dollari). È quanto si ricava dalle tabelle della Bri, la Banca dei regolamenti internazionali che funge da "banca centrale delle banche centrali". Gli istituti di credito del nostro Paese vengono dopo la Spagna (71 miliardi), la Francia (33 miliardi), la Gran Bretagna (16,5) e gli Stati Uniti (15,6) oltre alla Germania (14,8). Da segnalare anche il Giappone (12 miliardi), più lontana la Svizzera (5 miliardi) In totale l'esposizione delle banche internazionali verso la Turchia è pari a 264,9 miliardi di dollari.

Effetto Turchia sulla Borsa di Milano

Proprio causa delle connessioni con il mercato turco, dopo aver aperto in negativo, a metà seduta Piazza Affari si era assestata al -3% e ha poi chiuso a -2,51% con il Ftse Mib a 21.090 punti. Lo spread è ai massimi di giornata e tocca i 264 punti base, con il rendimento dei btp a un passo dal 3% (2,96%). Sotto pressione Unicredit (-4,41%), per l'esposizione in Turchia, dove la lira cede l'11,22% sul dollaro e oltre il 10% sull'euro. In forte calo anche Fca (-2,59%), che controlla il 38% della turca Tofas, mentre Stm (-5%) sconta le valutazioni degli analisti sul settore, che colpiscono i rivali nelle varie piazze mondiali.

Borsa di Istanbul: - 8,8%

Peggio di quella italiana è la Borsa di Istanbul, che cala a picco. L'indice Bist 100 è arrivato a cedere l'8,8%, a causa del crollo della lira turca, che ha perso fino al 17% a 6,8 contro il dollaro. Si tratta del crollo più rilevante da due anni, dopo il fallito colpo di Stato del 2016.

Il contagio in Europa e nei paesi emergenti

Una situazione che fa tremare l’Europa. A inizio giornata il Financial Times scriveva che la vigilanza Bce è preoccupata per il contagio della crisi turca alle banche europee. Intanto, l'onda d'urto del crollo della lira turca travolge altri mercati emergenti. Al peso argentino che affonda nei confronti del dollaro con un balzo dei rendimenti sui bond a 100 anni di Buenos Aires che lascia intravedere una recessione alle porte, si aggiunge il crollo del rand sudafricano che scende a 14 per dollaro per la prima volta da novembre. L'Etf sull'indice della volatilità dei mercati emergenti sale dell'11%.

Erdogan: governo turco non perderà la guerra economica

Nel frattempo, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha invitato suoi cittadini a non farsi prendere dal panico per il crollo della lira sui mercati valutari e ha denunciato "campagne" contro il suo Paese. "Ci sono diverse campagne in corso, non prestate loro alcuna attenzione", ha detto Erdogan secondo quanto riporta l'agenzia di stampa statale Anadolu, citata da Bloomberg. "Non dimenticate questo: se loro hanno i dollari, noi abbiamo la nostra gente, il nostro diritto, il nostro Allah". Poi, durante un discorso nella provincia di Bayburt, ha aggiunto che il governo turco "non perderà la guerra economica".

Trump: “Raddoppiati i dazi su acciaio e alluminio”

E sulla questione interviene anche, su Twitter, il presidente Usa Donald Trump, che annuncia: ''Ho appena autorizzato un raddoppio dei dazi sull'acciaio e l'alluminio della Turchia in quanto la loro valuta, la lira turca, è in rapido calo nei confronti di un dollaro molto forte. I dazi sull'alluminio saranno ora al 20% e quelli sull'acciaio al 50%. I nostri rapporti con la Turchia non sono buoni al momento''. Intanto, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il leader del Cremlino Vladimir Putin. I due si sono "felicitati" che i legami economici e finanziari progrediscano in modo "positivo" e della duratura cooperazione nell'industria militare e nell'energia.

Data ultima modifica 10 agosto 2018 ore 17:53

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