Fuga di cervelli dal Sud: in 16 anni via quasi 2 milioni, metà giovani

Foto: Archivio Ansa
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Secondo l'ultimo rapporto Svimez il Meridione si sta svuotando: smentito il luogo comune su immigrati in aumento

Cresce la "fuga di cervelli" verso l'estero dall'Italia, in particolare dal Sud. Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno un milione e 883mila residenti, di cui la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati. Il 16% si è stabilito oltreconfine. Di questi quasi due milioni di ragazzi, 800mila non sono più tornati. È quanto emerge dall'ultimo rapporto di Svimez, l’associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno.

Il Sud si sta svuotando

Oltre ai cervelli in fuga, la continua diminuzione della popolazione del Sud, secondo l’Istituto, è dovuta al fatto che la leggenda secondo cui gli immigrati sono in aumento nel Meridione sia assolutamente falsa. In base ai dati riportati dallo Svimez, infatti, al Sud cala anche il numero degli stranieri: nel 2017 nel Centro-Nord risiedevano 4 milioni e 272mila stranieri rispetto agli 872mila del Mezzogiorno. In generale, si tratta di una tendenza nazionale: numeri alla mano, nel 2017 la popolazione italiana ammonta a 60 milioni e 660mila unità, in ulteriore calo di quasi 106mila unità. "È come se sparisse da un anno all'altro una città italiana di medie dimensioni", osserva Svimez.

La Sicilia è la regione che perde più residenti

Anche nel 2016, quando la ripresa economica ha manifestato segni di consolidamento, hanno lasciato il Sud oltre 131mila residenti. Tra le regioni meridionali, quella che fa registrare il maggior numero di abbandoni è la Sicilia, che perde 9,3mila residenti (-1,8 per mille), seguita dalla Campania (-9,1mila residenti, per un tasso migratorio netto di -1,6 per mille) e dalla Puglia (-6,9mila residenti, per un tasso migratorio netto pari a -1,7).

Aumentano gli stranieri ma diminuisce la popolazione

Svimez, inoltre, afferma che la popolazione diminuisce anche se a livello nazionale aumenta il numero degli stranieri: nel 2017 il calo è stato di 203mila unità a fronte di un aumento di 97mila stranieri residenti. In tutto ciò, pesa il fatto che l’apporto demografico del Sud diminuisce sempre di più ed è ora pari al 34,2%.

Sud in ripresa economica ma c’è rischio rallentamento

Oltre all’analisi della popolazione e della fuga dei giovani dal Sud, Svimez ha effettuato anche uno studio a livello economico del Mezzogiorno italiano. I dati riportano che anche il Meridione è in ripresa, ma la crescita rischia di rallentare e in maniera consistente. Secondo l’Istituto, il Pil è aumentato al Sud nel 2017 dell'1,4%, rispetto allo 0,8% del 2016, ma quest'anno l'inversione di tendenza sarà netta: il Pil del Centro-Nord dovrebbe crescere dell'1,4%, in misura maggiore di quello delle regioni del Sud e che è stimato al +1%. In base a quanto riportato, il pericolo è quello di una "grande frenata soprattutto nel 2019 in cui la crescita del prodotto sarà pari a +1,2% nel Centro-Nord e +0,7% al Sud". In due anni, si tratta di un sostanziale dimezzamento del tasso di sviluppo.

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