Serena Williams, i segreti di un successo

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Finanza & Dintorni

Sacrificio, passione, resilienza le qualità della tennista vicinissima alla conquista di quello che potrebbe essere il suo 24° titolo del Grande Slam. Ecco quanto vale il marchio Serena Williams

Michael Jordan, Muhammed Ali, Cristiano Ronaldo, Usain Bolt sono spesso inseriti nella lista dei più grandi atleti di tutti i tempi. Serena Williams dovrebbe essere sempre citata, se si parla dei più grandi, di diritto. La giocatrice, che finora ha vinto l'86% delle gare che ha giocato, sta per portare a casa, finale di Wimbledon permettendo, il 24° titolo di un torneo del Grande Slam (definizione che indica la vittoria dei quattro tornei di tennis più ambiziosi e premiati, tra cui appunto quello che si svolge a Londra). 

Insieme alla sorella Venus, con cui iniziò a giocare a tennis all'età di tre anni, solo grazie ai premi vinti ha portato a casa l'astronomica cifra di 125 milioni di dollari. Insieme possiedono una linea di abbigliamento, HSN e sono azioniste di minoranza dei Miami Dolphins. Operazione, quest'ultima, con un importante valore simboilico dato che sono state le prime donne afroamericane ad avere una partecipazione in una squadra di football dell'NFL, il campionato nazionale americano. Solo da due dei suoi sponsor, Nike e Pepsico, Williams porta a casa ogni anno quasi venti milioni di euro. Ma le aziende che le affidano il loro marchio si sprecano, non sono di certo solo due, da JP Morgan Chase a Gatorade. 

"Non mi sento affatto arrivata, ognuno ha una diversa asticella per misurare il proprio successo", ha detto Serena ultimamente. Come dire, non mi riposo certo sugli allori. Forse quando dice queste cose pensa soprattutto a una buona fetta della sua vita, segnata da difficoltà e eventi tragici. Diventa numero 1 al mondo nel 2003, a soli vent'anni, e l'anno dopo sua sorella Yetunde Price, che lavorava come assistente personale per lei e Venus, viene uccisa in una sparatoria.

Dopo la nascita della sua prima figlia, Alexis Olympia Ohanian, lo scorso primo settembre, ha già giocato quattro tornei.  Chapeau, di fronte ad una donna all'apparenza molto forte, di certo caparbia. Meno menzionata rispetto ai colleghi uomini, ma che di fatto da 15 anni è regina incontrastata nel suo sport. 

 

 

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