Vino, continua il boom dei ricavi del made in Italy: +6,5% nel 2017

I ricavi dei produttori italiani di vino sono saliti del 6,5% nel 2017 (Fotogramma)
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Il mercato vinicolo italiano cresce ancora. Su l'export, +7,7 per cento, ma aumenta anche il consumo interno. Prospettive ottime anche per il 2018. E, su scala globale, il settore conquista i listini

Prosegue il momento d'oro per il vino italiano. Dopo gli ottimi risultati raggiunti nel 2016 il trend si consolida, con i ricavi che sono saliti del 6,5 per cento e con l'export del made in Italy cresciuto del 7,7 per cento nel corso del 2017.

Su export e mercato interno

I lusinghieri dati relativi al settore vinicolo italiano sono evidenziati dalla consueta ricerca dell'Area studi di Mediobanca, pubblicata a pochi giorni di distanza dall'inizio dell'edizione 2018 del Vinitaly di Verona. Secondo il report, nell'anno appena trascorso, i ricavi delle 155 principali aziende (che coprono il 76 per cento del settore) sono, come detto, cresciuti del 6,5 per cento, con l'export aumentato del 7,7 per cento. Il successo del vino made in Italy all'estero prosegue dopo le soddisfazioni già raccolte negli ultimi mesi sul mercato statunitense e sul mercato cinese. Non solo. Continua anche la ripresa del mercato interno, che non si ferma dal 2014, momento peggiore della crisi sul comparto: nel 2017 il fatturato in Italia è salito del 5,2 per cento.

I maggiori produttori

Confermate la classifica dei maggiori produttori: per fatturato nel 2017 vince il gruppo Cantine Riunite-CIV (594 milioni, +5,1% sul 2016), Caviro (315 milioni, +3,9%) e Antinori (221, +0,4%). Seguono Zonin, che ha realizzato una crescita del 4,2% portandosi a 201 milioni, e la Fratelli Martini a quota 194 milioni in forte crescita (+13,3%). Sette società hanno realizzato nel 2017 (anno difficile per le rese che potrà pesare però sui conti dei prossimi bilanci) un aumento dei ricavi superiore al 10%: La Marca (+30%), Farnese (+28%), Ruffino (+15%), Enoitalia (+14%), Contri (+14%), Fratelli Martini e Mezzacorona (+13%).

Su i listini

Il successo del vino si riflette anche in borsa e abbraccia il settore su scala globale. Secondo lo studio di Mediobanca, la capitalizzazione dei titoli che compongono l'indice di settore delle piazze finanziarie mondiali è infatti aumentata del 12,2 per cento in un anno (da marzo 2017 e marzo 2018). E se si considera tutto il nuovo millennio i numeri sono davvero da capogiro. Dal gennaio 2001 l'indice vinicolo in versione 'total return' (comprensivo dei dividendi) è cresciuto addirittura del 719 per cento, mentre nello stesso periodo le borse mondiali sono aumentate "solo" del 148 per cento. Le aziende italiane quotate restano soltanto due (Italian wine brands e Masi agricola) con il valore dei titoli non troppo distanti dal collocamento, ma secondo la ricerca Mediobanca se le non quotate scegliessero la Borsa vedrebbero il proprio equity valorizzato in media il 70% in più. E il valore totale del 'panel' dei 155 maggiori gruppi italiani sarebbe di 5,3 miliardi.

Outlook 2018

Le prospettive per il futuro continuano a essere positive per il vino italiano. Le interviste condotte dall'Area studi di Mediobanca annunciano un forte ottimismo degli operatori per il 2018. Secondo il report le aspettative di vendita per quest'anno restano più che positive: il 93 per cento delle società esaminate prevede di non subire un calo dei ricavi, mentre solo il 7 per cento attende una flessione. Il 17,4 per cento ritiene che la crescita sarà superiore al 10 per cento rispetto al 2017.  

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