Commissione Ue: in arrivo una web-tax del 3% per i giganti della Rete

La sede della Commissione Ue (Getty)
3' di lettura

La proposta ideata da Bruxelles è temporanea ed applicabile sui ricavi da vendita di pubblicità, sulla cessione dati e sull’intermediazione tra utenti e business. L’obiettivo è costringere i big di Internet a sottostare al fisco dei Paesi in cui producono profitti

La Commissione europea ha proposto una web-tax del 3% per costringere i giganti della Rete a sottostare al fisco dei Paesi in cui producono profitti. La soluzione di Bruxelles è “temporanea” ed applicabile da subito. La tassa del 3 percento avanzata dalla Commissione si applica sui ricavi da vendita di spazi pubblicitari (come Google), cessione di dati (come Facebook) e attività di intermediazione tra utenti e business (come Uber), e riguarda società con un fatturato globale superiore a 750 milioni di euro ed uno europeo sopra i 50 milioni. Bruxelles stima introiti per almeno 5 miliardi all'anno.

Introiti immediati per gli Stati membri

La tassa "assicura che le attività che oggi non vengono tassate comincino a generare introiti immediati per gli Stati membri", spiega Bruxelles. Non solo: aiuta anche ad "evitare azioni unilaterali" che creerebbero un "patchwork di risposte nazionali che danneggerebbe il nostro mercato unico". La tassa del 3 percento è indiretta, si applica ad alcuni tipi di ricavi ed è una misura temporanea, cioè vale fino a che non ci sarà una riforma complessiva che risolva una volta per tutte il problema delle grandi aziende digitali che sfuggono al fisco.

La soluzione a lungo termine della Commissione

La Commissione propone quindi anche una strada per una soluzione a lungo termine, che consenta agli Stati membri "di tassare i profitti dove sono generati, anche se le aziende non hanno una presenza fisica nel loro territorio". Bruxelles propone tre criteri per individuare una "presenza digitale tassabile", sufficiente ad assoggettare le aziende digitali al fisco nazionale. Una società che opera su web diventa quindi equiparabile a una qualunque altra azienda della cosiddetta “old economy” se supera i 7 milioni di euro di ricavi annuali in uno Stato membro, se ha più di 100mila utenti registrati in uno Stato oppure se ha più di 3000 contratti per servizi digitali ad utenti business. Questa soluzione, preferita dalla Commissione, potrà un giorno integrarsi alla proposta di creare una base imponibile consolidata comune (CCCTB), ferma da anni al Consiglio. La tassa temporanea sarà "raccolta dagli Stati" e assicura che le start up o le piccole aziende non vengano toccate.

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