Toys 'R' Us verso la chiusura in Usa, 33mila posti a rischio

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Il colosso dei giocattoli, già in amministrazione controllata, sarebbe pronto a richiedere la messa in liquidazione

Il colosso dei giocattoli Toys 'R' Us chiuderà tutti i suoi negozi negli Stati Uniti. Lo ha anticipato, citando fonti anonime vicine all'azienda, il Wall Street Journal, che ha precisato come l'operazione coinvolgerebbe circa 33mila posti di lavoro. Nelle ultime ore l'azienda ha diramato una nota in cui si annuncia la presentazione di una richiesta di messa in liquidazione che, secondo i piani, dovrebbe portare alla totale chiusura dei 735 punti vendita negli Stati Uniti e a Porto Rico.

Vicini alla messa in liquidazione

La storica catena di giocattoli è stata per decenni uno dei big del settore negli Stati Uniti, ma dallo scorso settembre si trova in stato di amministrazione controllata dopo una perdita di 5 miliardi di dollari. David Brandon, l'amministratore delegato, avrebbe annunciato le cattive notizie ai dipendenti durante una conference call tenutasi presso la sede centrale del gruppo a Wayne, nel New Jersey. "Sono molto deluso dal risultato, ma non abbiamo più il sostegno finanziario per continuare le attività negli Usa - ha poi affermato Brandon - stiamo quindi attuando un ordinato processo per chiuderle". Secondo una comunicazione della compagnia, riporta la Cnbc, non è però ancora considerato impossibile che la catena di distribuzione di giocattoli mantenga aperti 200 negozi dopo la sua liquidazione. 

I posti di lavoro a rischio

Nonostante l'avvio delle procedure legali, con il cosiddetto Chapter 11, Toys 'R' Us sta incontrando difficoltà a raggiungere un accordo con i creditori per la ristrutturazione del suo debito. E a complicare ulteriormente le cose per l'ex colosso, che aveva ottenuto un prestito da 3,1 miliardi di dollari per mantenere i negozi aperti durante il tentativo di rilancio, si sono aggiunte le vendite deboli durante delle ultime festività. Si teme ora per le conseguenze sociali legate alla possibile chiusura. I dipendenti statunitensi, che rappresentano oltre la metà dei 65mila lavoratori del gruppo, manterranno il loro posto per 60 giorni, ma per il resto il loro destino è incerto. Toys 'R' Us è nata a Washington, da un piccolo negozio aperto nel 1948, per poi svilupparsi rapidamente su tutto il territorio nazionale. Ancora oggi la catena detiene un quinto della quota del mercato statunitense, ma non avrebbe retto alla concorrenza delle vendite online, rimanendo schiacciata dai debiti accumulati.

Data ultima modifica 15 marzo 2018 ore 14:15

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