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MilleMiglia Alitalia, cosa succede in caso di vendita della compagnia

Economia

Col fallimento i clienti potrebbero perdere i bonus accumulati, mentre nel caso di una cessione “a pezzi” probabilmente verrebbero salvati. La compagnia, intanto, ha prolungato a marzo 2018 il termine per usare quelli accumulati fino al 31 dicembre 2017

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Il programma MilleMiglia di Alitalia, che consente di accumulare punti ogni volta che si acquista un biglietto aereo e di utilizzarli poi per volare gratis, o meglio, pagando solo le tasse, oggi conta cinque milioni di iscritti. Come parte della compagnia, sarebbe coinvolto in un’eventuale operazione di vendita. Ma i punti accumulati dai clienti, che fine farebbero?

Fallimento e vendita: dove finiscono i punti

Innanzitutto Alitalia Loyalty, la società che gestisce Millemiglia e appartiene al 75% a Etihad, è in attivo, e il 25% detenuto dalla compagnia di bandiera è valutato circa 30 milioni. Tuttavia, se Alitalia fallisse, probabilmente non ci sarebbe niente da fare per i clienti che perderebbero i punti raccolti. Se, invece, la compagnia venisse venduta “a pezzi”, è probabile che si riescano a conservare e utilizzare i punti, come già successo nei precedenti passaggi, compreso il matrimonio con Etihad.

La nuova edizione MilleMiglia

Intanto l’edizione di MilleMiglia iniziata l’1 gennaio 2013 sta arrivando alla fine, "in ottemperanza alla legislazione italiana che - spiega la compagnia - stabilisce una durata massima di 5 anni per le operazioni a premio". La nuova inizierà il primo gennaio 2018 e, per agevolare i soci nell'utilizzo delle miglia accumulate fino al 31 dicembre 2017, Alitalia ha deciso di estendere dal 31 gennaio al 31 marzo 2018 il periodo entro il quale spenderle in biglietti premio, validi per volare entro il 31 marzo 2019.