Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video

Crisi, nel 2011 si perderanno 88mila posti di lavoro

1' di lettura

Secondo lo studio di Unioncamere sarà un autunno nero per l'occupazione. Più a rischio le piccole e medie imprese. Meglio i servizi che dovrebbero fermarsi a quota -29mila unità. Il Sud in affanno. Nel 2009 il saldo era arrivato a -213 mila. VIDEO

Guarda anche:
Istat - 2010 - "Istat, 1 italiano su 4 è a rischio povertà
Istat - 2009 - "La crisi moltiplica i bamboccioni"
Istat - 2008 - "In difficoltà una famiglia cinque"

Sarà un autunno nero per l'occupazione: l'emorragia dei posti di lavoro prosegue e, anche se segna un rallentamento, il saldo a fine 2011 mostra ancora il segno meno: 88mila i posti in meno - dice Unioncamere - pari a un calo dell'occupazione dipendente dello 0,7%. Più a rischio il lavoro nelle piccole e medie imprese e, a livello geografico, è il Sud a mostrare un deciso affanno. Nel 2010 i posti di lavoro bruciati erano stati quasi 180.000, -1,5%.

Nei numeri di centro studi Unioncamere, il 2011 vede tra le 1,5 milioni di imprese con almeno un dipendente, quasi 44mila entrate in più rispetto al 2010 e 47mila uscite in meno ma, anche a causa dell'accresciuta incertezza sulla scena internazionale, l'inversione di tendenza non sembra essere alle porte per le imprese dell'industria, commercio e servizi. Per il settore industriale a fine 2011 è attesa una perdita di quasi 59mila unità (-1,2%); meglio i servizi, che dovrebbero fermarsi a quota -29mila unità (-0,4%).

Più in dettaglio, tutti i comparti del manifatturiero mostrano flessioni occupazionali, evidenzia Unioncamere nella sua indagine congiunturale; le contrazioni maggiori sono nel legno e mobile (-3.400 posti), più contenute nella chimica (-1.200 unità) e nella meccanica (-3.000). Crollo invece per le imprese delle costruzioni (quasi 29mila posti in meno).

Nei servizi l'unico settore che arriva a perdere un punto percentuale dovrebbero essere alberghi, ristoranti e servizi turistici, mentre i tassi di variazione degli altri comparti sono compresi tra il -0,7% (servizi alle imprese) e il -0,2% (commercio al dettaglio). Unico segno piu' i servizi avanzati, dove le imprese pensano di incrementare di circa 1.500 unità i propri dipendenti, pari a +0,4%.

Anche il 2011, come l'anno precedente, vede una più diffusa riduzione del personale dipendente tra le Pmi: 41mila infatti i posti in meno nelle imprese fino a 9 dipendenti. Le contrazioni dovrebbero essere meno incisive al crescere della dimensione d'impresa, fino ad arrivare a circa 7.600 unità in meno per le società con oltre 250 dipendenti.

La fotografia reale emerge a livello territoriale, con un Centro-Nord che prova pian piano a recuperare i danni della crisi e un Mezzogiorno che appare invece in deciso affanno. Nel Nord-Ovest si prevedono oltre 19mila posti di lavoro in meno, nel Nord-Est -10.600, nel Centro -16.600 posti. Al Sud, al contrario, i posti di lavoro in meno dovrebbero essere oltre 41mila (-1,6%). A provocare tali ulteriori difficoltà del mercato del lavoro nel Meridione sono soprattutto le piccole e piccolissime imprese dell'area, il cui saldo negativo a fine anno dovrebbe superare le 28mila unità.

Leggi tutto
Prossimo articolo