Crisi, Tremonti: il rischio non è finito

Economia
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"Come in un videogame il rischio non è finito ma è mutato" ha sottolineato il ministro dell'Economia. Il vero problema, ha aggiunto, è il debito pubblico. Confindustria: italiani sempre più poveri. Montezemolo chiede interventi su fisco, tasse e lavoro

"Il rischio non è finito, E' come in un videogame. La crisi è mutata e non è stata gestita né come  nel new deal né con il 'chapter 11". E' il ministro dell'Economia,  Giulio Tremonti, a sottolinearlo dal convegno del centro Studi di Confindustria, a Parma. E il vero probema è il debito  pubblico. "Il passaggio è stato dal debito privato a quello pubblico. Ogni 8 secondi si emette 1 milione di euro di titoli pubblici. Il  problema non è emetterli ma collocarli. I debiti pubblici sono certo basati su poteri sovrani ed hanno un profilo temporale piu' lungo",  dice. E il debito pubblico "è sempre pericoloso".

La crisi però, sottolinea Tremonti non impedisce le riforme. "Per le riforme la crisi non eè né  ne' un alibi per non farle, né di per sé solo una spinta a farle (futurismo, avventurismo costruttivista). Per l'Italia - sottolinea Tremonti - le riforme sono in assoluto una necessità storica. Una necessità che avremmo anche senza crisi". Ora "il tempo è strategico ed è venuto il tempo delle riforme".

Tremonti, infine, rivendica il fatto che "oggi siamo l'unico paese europeo che pianifica riforme strutturali".

Secondo le stime di Confindustria gli italiani sempre più pover i: nel 2014 il Pil procapite sarà infatti del 10% in meno rispetto alla media europea. Lo ha calcolato il Centro Studi di Confindustria, secondo il quale nel 2009 il Pil procapite risultava sotto del 5%.

Gli industriali, dal Convegno a Parma, chiedono al governo precisi interventi su fisco, tasse, lavoro e occupazione. Ascolta l'intervento di Luca Cordero di Montezemolo.



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