Approvazione bipartisan per il “Decreto legge Alcoa”

Economia
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Unità sul decreto legge per potenziare il servizio di fornitura elettrica alle principali isole italiane. Il provvedimento punta ad aumentare la distribuzione di energia elettrica a fini industriali e dovrebbe salvare dalla cassaintegrazione 714 operai

Via libera unanime e definitivo al decreto legge sul potenziamento della rete elettrica in Sardegna e Sicilia, meglio conosciuto come "Decreto legge Alcoa". Il provvedimento mira soprattutto a garantire i livelli di energia elettrica a fini di produzione industriale e dovrebbe impedire la chiusura della stabilimento e la messa in cassa integrazione di 714 operai della multinazionale americana che aveva denunciato le gravi difficoltà ad operare a causa dei bassi livelli di energia elettrica e i relativi alti costi.

Le misure contenute nel decreto dovrebbero infatti abbassare la bolletta elettrica dello stabilimento siderurgico di Portovesme, che la multinazionale americana dell'alluminio minaccia di chiudere proprio per i costi energetici troppo alti.

Per superare finalmente l'annoso problema della scarsità di infrastrutture elettrica delle due isole maggiori sono state previste nei piani di sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale diverse infrastrutture a potenziamento dei collegamenti elettrici dalle due isole con il continente in rinforzo della linea elettriche di trasporto interne al territorio insulare.
 
L’articolo 1 introduce per il triennio 2010-2012 un nuovo servizio di fornitura di energia elettrica con la possibilità per Terna S.p.a. di una “non interruzione” istantanea della fornitura di energia per i soggetti che decidono di accedere a tale servizio.
 
L'articolo 2, invece, riguarda l'estensione della capacità di interconnessione, prevista da una legge sullo sviluppo del 2009, originariamente pari a 2000 MW, e che oggi viene incrementata di ulteriori di 500 MW. Contestualmente il provvedimento stabilisce che la società Terna organizzi le procedure concorsuali, secondo le modalità già  individuate dalla legge sviluppo, per realizzare l'estensione della capacità di interconnessione di 500 MW.
 
Il requisito minimo per partecipare al nuovo servizio di “non interruzione” (articolo 1) dovrà essere pari per le due isole a 1 MW. Nel caso in cui tutti i 500 MW non siano assegnati, il decreto prevede nuove gare a un prezzo superiore a quello inizialmente previsto.
 
Sempre riguardo al fabbisogno energetico per i nuovi 500 MW che andranno in gara per il servizio di "interconnector" una norma del decreto da’ priorità, nelle procedure di assegnazione, ai soggetti con i propri siti di consumo in Sicilia e Sardegna per una potenza complessiva non superiore a 60 MW in Sicilia e a 40 MW in Sardegna.
 
Previste anche norme che consentono di semplificare le procedure per l'inizio dell'attività per gli elettrodotti nelle due isole consentendo di incrementare gli approvvigionamenti di energia importata con costi inferiori rispetto a quella  prodotta in Italia, di rafforzare le condizioni di esercizio in sicurezza per il sistema elettrico, e di poter cambiare la tensione nelle linee con la dismissioni dei tratti esistenti non più necessari.

Inoltre basterà la semplice denuncia di inizio attività (Dia) per i nuovi volumi necessari a contenere quelle parti degli impianti tecnici collegati ai potenziamenti energetici degli impianti della Sicilia e della Sardegna".
 
Rilevante una norma sul fotovoltaico che consente a chi ha costruito o costruirà gli impianti nel 2010 di avvalersi dei benefici previsti fino a quella data anche se la connessione non è stata ancora realizzata purché gli impianti siano completi.

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