Foibe, oggi 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo in memoria delle vittime

Cronaca
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Istituita nel 2005, la ricorrenza ha l'obiettivo di tenere vivo il ricordo delle persone uccise nel secondo dopoguerra sul confine orientale e dell'esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre in seguito all'avanzata dell'esercito di Tito

Si celebra oggi, 10 febbraio, il Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle Foibe, ricorrenza istituita nel 2005. Le foibe sono cavità carsiche dell’Istria, voragini a strapiombo di origine naturale, dove, nel contesto della Seconda Guerra Mondiale, furono gettati, anche vivi, migliaia di soldati e di civili. L’ondata di violenza e di esecuzioni sommarie, che coinvolse partigiani, tedeschi, fascisti e l'esercito di Tito, durò fino al 1947. Quando vennero definiti i confini italiani al termine della guerra, con l’Istria e la Dalmazia cedute alla Jugoslavia, migliaia di istriani, fiumani e dalmati furono costretti all’esodo dalle loro terre.

 

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Le due ondate

Dopo la sconfitta dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale, Istria, Fiume e Zara, allora territorio italiano, furono dunque cedute alla Jugoslavia. Il passaggio comportò una serie lunghissima di violenze perpetrate dai partigiani comunisti guidati da Josip Broz, conosciuto come "Tito", nei confronti di chiunque venisse considerato nemico della costituzione di una federazione comunista jugoslava sotto la leadership di gruppi dirigenti di origine serba. Per quanto riguarda gli ex territori italiani, la "pianificata volontà di epurazione su base etnica e nazionalistica", come l'ha definita nel 2018 il presidente delle Repubblica Sergio Mattarella, si svolse in due distinte ondate. La prima, nell'autunno del 1943, interessa principalmente l'Istria, dove accanto a squadristi e gerarchi fascisti vengono prelevati i possidenti e chiunque potesse far ricordare l’amministrazione italiana, che nei decenni precedenti aveva creato non pochi problemi. Questi territori, infatti, erano stati teatro di una politica di italianizzazione forzata per mano del regime fascista. La seconda ondata di violenze, invece, ha inizio nel maggio 1945 con l'arrivo delle truppe jugoslave in Venezia Giulia. In questo caso le rappresaglie colpiscono soprattutto i soldati della neonata Repubblica Sociale ma anche tutti coloro che vengono accusati di collaborazionismo con i regimi nazifascisti, e alcuni partigiani italiani, rei di non accettare l'egemonia jugoslava.

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Le vittime delle foibe

Le proporzioni esatte della tragedia, ancora oggi, non hanno confini certi. Si stima che nel periodo tra il 1943 e il 1947 gli esuli italiani costretti a lasciare le loro case siano stati almeno 250mila, con circa 20mila vittime. Diverse migliaia tra queste, tra le 4mila e le 6mila, hanno perso la vita all’interno delle foibe. Alcune delle più tristemente famose sono quelle di Vines, in Istria, nelle quali vennero recuperati, nel 1943, 84 corpi, e il pozzo di Basovizza, nei pressi di Trieste. Secondo le ricostruzioni, i condannati venivano legati l'uno all'altro con un lungo fil di ferro stretto ai polsi e disposti lungo gli argini delle foibe. A quel punto i membri delle milizie titine erano soliti sparare solo ad alcuni di loro, che una volta colpiti cadevano nelle grotte portandosi dietro l'intera fila. In molti sono morti tra crudeli sofferenze, dopo giorni ammassati sui cadaveri degli altri condannati.

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Il (futuro) Museo del Ricordo di Roma 

Il 31 gennaio 2024 il governo ha approvato il disegno di legge che istituisce il Museo del Ricordo di Roma, struttura con il compito di "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati" e di "ricostruire e narrare la storia degli italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia e della più complessa vicenda del confine orientale italiano". Al momento la struttura non ha però ancora visto la luce.

Il Treno del Ricordo 2026

Tra le molte iniziative di carattere istituzionale per la Giornata, anche nel 2026 partirà Il Treno del Ricordo, progetto della Presidenza del Consiglio, del Gruppo Fs e di Fondazione Fs Italiane, ormai giunto alla sua terza edizione. Si tratta di un convoglio itinerante, allestito al suo interno con una mostra dedicata alle foibe, che viaggerà per tutta l’Italia. Il 10 e l’11 febbraio è a Trieste, il 12 e il 13 a Pordenone, il 14 e il 15 a Bologna, il 16 e il 17 a Pescara, il 18 a L’Aquila, il 19 e il 20 è alla stazione di Roma Ostiense, il 21 a Latina, il 22 a Salerno, il 24 e il 25 a Reggio Calabria, il 26 e il 17 a Palermo e il 28 e il 1° marzo a Siracusa. 

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