Genere X, terzo genere e persone non binarie: ecco cosa significa

Cronaca

Gli Stati Uniti, con l'emissione del primo passaporto per persone che non si inquadrano nel binarismo uomo-donna, si sono uniti a Canada, Australia e Nuova Zelanda dove è già possibile disporre del passaporto con il genere X. Secondo gli esperti, tra lo 0,5% e l'1,7% della popolazione nasce con tratti intersex

Mentre l’Italia fa un passo indietro con la definitiva rinuncia al Ddl Zan contro le discriminazioni sessuali, il mondo ha fatto un altro passo in avanti verso il riconoscimento e l’istituzionalizzazione dei diritti di chi non si incasella in una rigida divisione tra sessi. Gli Stati Uniti, infatti, con l'emissione del primo passaporto per persone che non si inquadrano nel binarismo uomo-donna, si sono uniti a Canada, Australia e Nuova Zelanda dove è già possibile disporre del passaporto con il genere X. Si iniziano, dunque, a riconoscere su carta i diritti di chi non vuole definirsi sulla base del "binarismo di genere" (uomo/donna). Ci si appella, in particolare, all’intersessualità che vede la coesistenza in uno stesso individuo di caratteri maschili e femminili. Secondo gli esperti, tra lo 0,5% e l'1,7% della popolazione nasce con tratti intersex.

Essere "non binary"

approfondimento

Usa, emesso il primo passaporto con la X per il genere non binario

Con il termine “sesso” ci si riferisce esclusivamente all’anatomia di una persona, mentre con “genere” si indica la percezione che ciascuno ha di sé in quanto maschio o femmina (cioè l’identità di genere). “Essere non binary”, o di genere X,  significa potersi sentire una parte di una molteplicità di esperienze che hanno a che fare non unicamente con una dicotomia sessuale. La questione non ha a che fare con l’orientamento affettivo e sessuale. Riguarda il modo in cui una persona si identifica, l’auto-percezione di sé, e non l’attrazione che può eventualmente provare per altri.

Il riconoscimento

approfondimento

Demi Lovato, un video per difendere l'uso del pronome "loro/voi"

Le persone intersessuali possono, nel corso della loro vita, riconoscersi in uno dei due generi, sentirsi appartenenti al sesso opposto oppure non riconoscersi in nessuna delle due definizioni. Rifiutano lo schema binario maschile-femminile nel genere sessuale e, a prescindere dal sesso attribuito alla nascita, non riconoscono di appartenere al genere maschile né a quello femminile. Nel mondo anglosassone molte persone non binarie scelgono spesso di usare il pronome “they/loro”, per parlare di sé. Molte segnalano questa preferenza anche sui profili social. Per questo Instagram ha introdotto la possibilità di specificare qual è il pronome in cui ci si identifica all’interno della propria bio: tra le opzioni, oltre a “She/Her” (“lei”) e “He/Him” (“lui”), c’è anche “They/Them” ("loro").

Cronaca: i più letti

Arriva sempre primo

Ricevi le notizie più importanti di politica, mondo, cronaca, spettacolo, le analisi e gli aggiornamenti. Per accettare le notifiche devi dare il consenso.

Hai attivato le notifiche di sky tg24