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San Valentino: la storia del santo che ha dato il nome alla ricorrenza

3' di lettura

Istituita come festa cristiana nel 496 d.C. da Papa Gelasio I nel tentativo di 'cristianizzare' il rito pagano dedicato alla fertilità, la giornata degli innamorati prende il nome da un martire, noto come guaritore degli epilettici e difensore delle storie d'amore

Da rito pagano per la fertilità a festa cristiana, San Valentino, il giorno degli innamorati che si celebra ogni 14 febbraio, ha alle spalle una tradizione secolare, che nel corso del tempo si è andata lentamente modificando. Oggi è tra le ricorrenze più amate da milioni di persone in tutto il mondo che, per l'occasione, si scambiano fiori, cioccolatini o regali per celebrare l'amore. In passato, però, questa festa era dedicata principalmente al culto di un martire del secondo secolo, che sarebbe stato condannato a morte per decapitazione per aver celebrato un matrimonio tra una giovane cristiana e un legionario pagano.

San Valentino da Terni

La festività è dedicata a San Valentino, nato a Interamna Nahars, l'attuale Terni, nel 176 d.C.. Nominato vescovo, il Santo dedicò la propria vita alla comunità della propria città, dove nel secondo secolo le persecuzioni nei confronti dei cristiani erano molto diffuse. Durante la sua opera di evangelizzazione Valentino si distinse, oltre che come guaritore degli epilettici, anche come difensore delle storie d'amore, ragione per la quale nei secoli successivi si meriterà il titolo di patrono degli innamorati. Nello specifico, la tradizione narra che in un'occasione il Santo avrebbe messo pace tra due fidanzati che litigavano, offrendo loro una rosa e invitandoli a pregare affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore. Una supplica andata a buon fine, visto che qualche anno più tardi la coppia si sarebbe fatta sposare proprio dal vescovo. Da quel momento, secondo la letteratura religiosa, in molti decisero di andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, il giorno dedicato alle benedizioni.

Non c'è certezza che si tratti di un unico Santo

Intorno alla figura del martire, però, ci sono diverse leggende e non è chiaro se tutte le storie siano dedicate alla medesima persona. Non essendoci fonti storiografiche affidabili, in molti sostengono che negli stessi anni sia vissuto a Roma un altro San Valentino che sarebbe morto decapitato nell'Urbe il 14 febbraio del 274. Il motivo della condanna, decisa dall'imperatore Aureliano, sarebbe stata la celebrazione del matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario pagano Sabino. Soprattutto questa vicenda è all'origine del culto arrivato fino a noi. 

Le origini romane

La giornata di San Valentino, secondo la tradizione cristiana, è stata istituita nel 496 d.C. da Papa Gelasio I nel tentativo di 'cristianizzare' una precedente festività pagana. Per secoli, infatti, a metà febbraio gli antichi romani avevano celebrato riti propiziatori dedicati all'arrivo della stagione della rinascita. Chiamati Lupercali, queste cerimonie consistevano in festeggiamenti sfrenati, durante i quali le matrone romane erano solite offrirsi spontaneamente alle frustate di alcuni giovani nudi, devoti al fauno Luperco.

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