Chi era Carlo Urbani, il medico coraggioso che identificò la Sars

Cronaca
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Scopritore della sindrome respiratoria acuta grave, e vittima della malattia stessa, è morto il 29 marzo del 2003, a Bangkok. Quasi 18 anni dopo, a pochi giorni dall’anniversario della morte del padre, la figlia più piccola, Maddalena è stata trovata senza vita, in un appartamento a Roma

Medico coraggioso, scopritore della Sars, la sindrome respiratoria acuta grave, e vittima della malattia stessa. Sono passati 18 anni da quando Carlo Urbani è morto a Bangkok, mentre era ricoverato in ospedale dopo aver contratto la sindrome in Vietnam. Era il 29 marzo del 2003. Quasi 18 anni dopo, a pochi giorni dall’anniversario della morte del padre, la figlia più piccola del medico, Maddalena, 20 anni, è stata trovata senza vita, in un appartamento a Roma. A dare l’allarme, poco dopo le 13 del 27 marzo, il padrone di casa: un trafficante di droga siriano, di 62 anni, costretto ai domiciliari fino a settembre. L’ipotesi è quella che la giovane sia morta per overdose.

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Carlo Urbani è il medico simbolo della lotta contro la Sars. Come si legge sul sito della fondazione a lui dedicata, era nato a Castelplanio, in provincia di Ancona, il 19 ottobre 1956. Già da giovane si dedica ai più bisognosi e sceglie gli studi di Medicina e la specializzazione in malattie infettive. Dopo la laurea, lavora come medico di base, poi diventa aiuto nel reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Macerata, dove rimane per 10 anni. Nel frattempo si sposa con Giuliana Chiorrini. Insieme hanno tre figli: Tommaso, Luca e Maddalena.

L’esperienza con Medici senza frontiere e l’Oms

Con altri medici organizza, dal 1988, dei viaggi in Africa centrale, per portare aiuto ai villaggi meno raggiungibili. Nel 1996 entra a fare parte dell’organizzazione Médecins Sans Frontières e parte insieme alla sua famiglia per la Cambogia, dove si impegna in un progetto per il controllo della schistosomiasi, una malattia parassitaria intestinale. Nella sua veste di consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per le malattie parassitarie, ha l’opportunità di ribadire ulteriormente che la causa primaria del diffondersi delle malattie è la povertà. Nell’aprile del 1999 viene eletto presidente di Msf Italia. Partecipa inoltre alla delegazione che ritira il premio Nobel per la pace assegnato all’organizzazione.

La morte per Sars

Dopo la Cambogia, il suo impegno lo porta nel Laos, e quindi in Vietnam. Nelle ultime settimane di vita si dedica con coraggio proprio alla cura e alle ricerche sulla Sars, la terribile malattia respiratoria che stava minacciando il mondo intero. All’inizio di marzo si reca a Bangkok per un convegno, nulla lascia intuire che abbia contratto il contagio. Dopo l’arrivo i sintomi si manifestano con forza. Muore il 29 marzo 2003, all’età di 46 anni. Come si legge sul sito dell’Iss, Urbani era stato il primo medico dell’Oms ad avere identificato il primo focolaio di questa nuova malattia, in un uomo d’affari americano che era stato ricoverato all’ospedale di Hanoi. La sua segnalazione precoce della Sars, ha messo in allarme il sistema di sorveglianza globale ed è stato possibile identificare molti nuovi casi e isolarli prima che il personale sanitario ospedaliero venisse contagiato.

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