Alloggi popolari, quanti sono e come funziona l’assegnazione

Cronaca
Case popolari a Roma (Archivio Ansa)
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I dati più recenti parlano di 758mila case, di cui 652mila assegnate regolarmente. I criteri per l’assegnazione variano da Comune a Comune. Una Commissione valuta i requisiti e stila una graduatoria: prevista anche una lista d’attesa

Gli alloggi popolari, spesso al centro della polemica politica e della cronaca (come nel caso di corruzione a Roma del settembre 2018), spettano alle famiglie o alle persone che si trovano in situazioni di grave difficoltà economica tali da non consentire l'acquisto di un'abitazione a prezzo di mercato. Se in possesso di specifici requisiti, si può fare domanda per l’assegnazione di una casa popolare, definita anche alloggio di edilizia residenziale pubblica. Si tratta di immobili di proprietà dello Stato, assegnati ai soggetti in difficoltà con applicazione di un canone agevolato. Era il 1903 quando il deputato Luigi Luzzatti promosse la legge per creare la figura dell’Istituto Case Popolari, il primo organo pensato per realizzare e gestire edilizia pubblica destinata ai meno abbienti. Allo stato attuale non esiste una banca dati nazionale sul numero complessivo di alloggi popolari nel Paese. I dati più recenti, raccolti da Nomisma per conto di Federcasa nel 2016, parlano di 758mila alloggi, di cui 652mila assegnati regolarmente.

Come funziona l’assegnazione

È opportuno innanzitutto precisare che ogni Comune stabilisce specifici requisiti per l’assegnazione. In generale, le case popolari sono destinate a cinque categorie: portatori di disabilità, genitori single con figli a carico, giovani coppie, persone con reddito basso e persone senza fissa dimora. Altro requisito è il possesso della cittadinanza italiana, comunitaria, o extracomunitaria con permesso di soggiorno regolare da almeno due anni. Gli alloggi vengono assegnati sulla base di un punteggio, che viene calcolato tenendo conto di diversi fattori. Un criterio è che occorre non essere proprietari di immobili e nemmeno essere titolari di diritti reali di godimento come ad esempio usufrutto, diritto di uso o abitazione su immobili o parti di essi.

Il punteggio e la lista di attesa

Un’apposita Commissione ha il compito di valutare le domande e redigere una graduatoria sulla base del punteggio assegnato, graduatoria che viene pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Regione di appartenenza. Per ottenere la casa popolare occorre cercare di avere il punteggio più alto: tuttavia, anche se non si riesce a ottenere subito la casa popolare, si ha la possibilità di rimanere nella lista d’attesa con la speranza che si liberi qualche altro alloggio. Vi è poi la possibilità in alcuni casi, per l'assegnatario dell'alloggio, di acquistare l’immobile o tramite il riscatto dello stesso oppure tramite un'asta se il bando lo prevede.

Quanti sono gli alloggi in Italia

In Italia non esiste una banca dati per il censimento del patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica. I dati più recenti sono stati raccolti nel 2016 da Nomisma per conto di Federcasa. Sarebbero 758mila le case: di queste, 652mila sono assegnate regolarmente, ovvero l’86% del totale. Il restante 14% risulta non assegnato perché sfitto, occupato abusivamente o in attesa di assegnazione.

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