Strage Brandizzo, iniziata oggi a Ivrea l'udienza preliminare. Si riprende il 28 ottobre

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Iniziata nel Palazzo di Giustizia di Ivrea (Torino) l'udienza preliminare per l'incidente ferroviario avvenuto la notte tra il 30 e il 31 agosto 2023, che costò la vita a cinque operai, travolti e uccisi da un treno mentre si apprestavano a eseguire lavori di manutenzione sui binari. La Procura piemontese ha chiesto il rinvio a giudizio di 21 persone tra dirigenti aziendali e societari, ai quali si aggiungono, in qualità di persone giuridiche, Rfi e le società Sigiferr e Clf

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Si è aperto oggi al tribunale di Ivrea, con l'udienza preliminare, il procedimento per la strage sul lavoro di Brandizzo, nel Torinese, in cui la notte tra il 30 e il 31 agosto 2023 morirono cinque operai della Sigifer, società subappaltatrice di Rfi. Le indagini, sviluppatesi nell'arco di tre anni, hanno portato la procura piemontese a chiedere il rinvio a giudizio delle società Rfi, Sigifer e Clf e di 21 persone, tra dirigenti aziendali e societari. Tra questi figura Giampiero Strisciuglio, ex amministratore delegato di Rfi e oggi amministratore delegato del Gruppo Fs Italiane. Le accuse ipotizzate, a vario titolo, sono di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario colposo, oltre alle contestazioni legate alla normativa sulla sicurezza sul lavoro. La sessione odierna è stata dedicata alle prime incombenze procedurali e alle richieste di costituzione di parte civile. L'udienza è stata aggiornata al 28 ottobre.

Da avvocati critiche all'aula del tribunale

La prima sessione è stata dedicata alle richieste di costituzione di parte civile, tra cui figurano quelle della regione Piemonte e di diversi sindacati. L'udienza preliminare è stata aggiornata al 28 ottobre quando si pronunceranno le difese. Alcuni avvocati hanno preso la parola per denunciare le condizioni in cui viene celebrata l'udienza: due piccole aule del palazzo di giustizia (la 3 e la 6) collegate in videoconferenza. "Non è decoroso" ha detto uno dei legali. "Nordio si deve vergognare”, ha detto Marco Bona, uno degli avvocati di parte civile. “È una vergogna, una mancanza di rispetto per le vittime, per le parti processuali, per l'avvocatura".

Circa 35 familiari chiedono di essere parte civile

Sono circa 35 le richieste di costituzione di parte civile presentate oggi a Ivrea da familiari dei cinque operai morti nell'incidente. Un'altra quindicina di parenti, secondo quanto riferiscono fonti legali, hanno già raggiunto un accordo per un'indennizzo. Come enti hanno presentato istanza di costituzione Filca Cisl Piemonte Orientale, Fillea Cgil Torino e Piemonte, Comune di Brandizzo, associazione Sicurezza e Lavoro, Filt Cgil Piemonte, Feneal Uil Piemonte, Uil nazionale, Anmil, Regione Piemonte e Inail.

Risarcita madre biologica di Kevin Laganà

"Sui risarcimenti non possiamo parlare però ho saputo che la mia madre biologica è stata risarcita. Trovo questo vergognoso perché non ci ha cresciuti”, ha detto Antonino Laganà, il fratello di Kevin, la più giovane delle cinque vittime della strage. "Si è risarcita una persona che non c'è mai stata e li ha abbandonati quando erano bambini - ha aggiunto il papà di Kevin, Massimo - questa cosa alla nostra famiglia ha fatto molto male".

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Cosa accadde

Kevin Laganà, 22 anni, Michael Zanera (34), Giuseppe Sorvillo (43), Saverio Giuseppe Lombardo (53), e Giuseppe Aversa (49), operai della ditta Sigiferr, furono travolti e uccisi da un treno (senza passeggeri) mentre si apprestavano a eseguire lavori di manutenzione sui binari. La squadra doveva intervenire sui binari nei pressi della stazione: poco prima di mezzanotte gli operai si trovavano già sulla linea quando sopraggiunse un convoglio che li uccise.

Le accuse

Secondo la tesi della procura, la tragedia non sarebbe riconducibile soltanto a quanto accadde nei minuti precedenti all'arrivo del treno, ma a una più ampia catena di presunte omissioni e carenze nella prevenzione, nel coordinamento, nella vigilanza e nella formazione. Per l'accusa, quella notte gli operai furono fatti entrare sui binari quando la circolazione ferroviaria non era ancora stata formalmente interrotta. 

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Gli ostacoli

Finora il processo è stato una corsa a ostacoli. La procura di Ivrea ha dovuto svolgere gli accertamenti, già di per sépiuttosto complessi, nella cronica penuria di personale e di mezzi. Il palazzo di giustizia non dispone di spazi adeguati per così tanti accusati e persone offese. Anche le dimensioni del fascicolo (12 faldoni più 2 di intercettazioni) hanno provocato dei problemi. Per consentire alle parti di acquisire le copie in formato digitale la procura ha chiesto aiuto ad alcuni esperti di informatica, ma anche così la quantità dei dati è risultata di 84 terabytes: troppi per le  normali chiavette in commercio. Gli avvocati che per avere un dispositivo idoneo si sono rivolti alle ditte del settore si sono sentiti dire che il costo andava da 14mila a 24mila euro. Alcuni hanno rinunciato. 

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