Il Gip ha disposto un aggravamento della misura cautelare per aver comunicato via social durante la detenzione domiciliare. A dare l'annuncio lo stesso Adinolfi su Facebook. Era ai domiciliari dallo scorso 8 luglio con l'accusa di truffa aggravata e continuata
Mario Adinolfi, giornalista ed ex parlamentare, arrestato lo scorso 8 luglio, perché coinvolto in una indagine della procura di Roma con le ipotesi di reato di truffa aggravata e continuata, è stato portato in carcere nella mattina di lunedì 21 settembre. Per Adinolfi sarebbe stato disposto un aggravamento della misura cautelare per aver comunicato via social durante la detenzione domiciliare.
L'annuncio dato dallo stesso Adinolfi (su Facebook)
Ad annunciarlo su Facebook è stato lo stesso leader del Popolo della Famiglia. "Mi portano in carcere perché scrivo su Facebook. Sono il primo italiano nella storia a subire questo tipo di arresto", scrive sui social, postando una foto con l'ordinanza del gip. Il pm aveva chiesto l'aggravamento della misura cautelare a cui era sottoposto per la "reiterata violazione, da parte dell'indagato, del divieto di utilizzare, salvo che per i contatti con il difensore, i dispositivi telefonici, informatici e telematici", si legge nella misura. In particolare, Adinolfi "risulta aver violato, con cadenza quotidiana, il divieto predetto pubblicando sul blog on line 'marioadinolfli.substack.com' ben 49 articoli a sua firma e, sul suo profilo Facebook, 23 post".