L'uomo sarebbe stato individuato dagli investigatori attraverso i registri di un'armeria in cui avrebbe comprato una carabina a inizio settembre. Inizialmente non reperibile, si è poi presentato ai carabinieri
Ha confessato il responsabile del ferimento della donna centrata un braccio da un piombino sparato l'altra sera in via della Giuliana a Roma, poco distante dal Vaticano.
L'uomo, un 50enne romane, ha ammesso durante l'interrogatorio di aver sparato ed è stato denunciato a piede libero per lesioni. I carabinieri si sono ora recati nella sua abitazione per sequestrare l'arma con cui avrebbe sparato.
Gli investigatori sarebbero risaliti a lui attraverso i registri di un'armeria in cui avrebbe comprato a inizio settembre una carabina. L'uomo, inizialmente non reperibile, si è poi presentato in caserma. La procura ha aperto un fascicolo per lesioni.
"Se la responsabilità di questa persona fosse confermata, si sarebbe posta fine a una minaccia che incombeva sull'intero quartiere", aveva commentato prima della confessione Cristina Stillitano, la giornalista e scrittrice ferita due giorni fa. "Le forze dell'ordine meritano un encomio per la celerità e professionalità dimostrate", ha concluso Stillitano.
Le indagini
Fin dalle prime ore dopo il ferimento i Carabinieri hanno avviato indagini, battendo palmo a palmo l'intera area interessata. Il personale specializzato del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) ha operato sulla scena del crimine avvalendosi di moderne tecnologie per rilievi tridimensionalifondamentali per ricostruire con precisione la traiettoria del proiettile. L'accurato sopralluogo ha consentito inoltre di sequestrare diversi piombini nella zona e di rilevare tracce riconducibili ad analoghi episodi. Gli investigatori dell'Arma hanno avviato anche un'attenta mappatura delle attività commerciali specializzate. Il controllo dei dati sulle vendite effettuate nelle armerie della zona ha permesso di individuare l'acquisto di una carabina ad aria compressa, perfezionato nei primi giorni di settembre da un uomo residente proprio in via della Giuliana. L'uomo è stato individuato e ora si trova nella caserma dei Carabinieri della.Compagnia di Roma San Pietro con il suo legale e il PM della Procura della Repubblica di Roma lo sta interrogando.
Altri tre casi
Cristina Stillitano è stata operata e sta bene. L'ipotesi sempre più concreta è che il suo sia stato solo l'ultimo di una serie di casi tutti avvenuti nello stesso quartiere. Le segnalazioni sarebbero almeno quattro. Dopo aver saputo del caso Stillitano, la commercialista Angela Perrone ha deciso di denunciare quanto subito da lei, raccontando di aver sentito "uno spostamento d'aria all'altezza della cinta", e poi un dolore al polpaccio: "Sono stata colpita di striscio". La donna non ha riportato ferite gravi ma solo un livido alla gamba e questo l'aveva portata a declassare l'episodio alla bravata di un ragazzino e a non sporgere inizialmente denuncia. Un'altra testimonianza è arrivata dai titolari di un ristorante di via della Giuliana: due turiste spagnole hanno urlato dopo aver sentito il colpo e sono successivamente fuggite. Una quarta denuncia è arrivata invece da un uomo che avrebbe sentito i colpi di un'arma ad aria compressa spegnersi tra le foglie di un albero poco distante da lui.
Il proiettile di materiale metallico
Si pensa che i colpi provenissero dal palazzo opposto rispetto al marciapiede in cui le vittime sono state colpite o sfiorate mentre passeggiavano, non da distanza ravvacinata, dalla strada o da un'auto in corsa. A confermarlo sarebbero le analisi del proiettile estratto nella mattina del 16 settembre dal braccio di Cristina Stillitano, di materiale metallico e dunque compatibile con un'arma capace di sparare da lontano, come una carabina. I carabinieri hanno effettauto rilievi sul marciapiede in cui sono arrivati i colpi per poi setacciare il palazzo all'altro lato della strada da cui gli stessi sarebbero partiti.