Si allarga l'inchiesta sulla morte di Alice Ferrari, la bambina di 11 anni che ha perso la vita dopo essere rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione della piscina dei bagni Segesta, a Sestri Levante. Nel registro degli indagati sono stati iscritti i titolari della azienda produttrice della vasca e dell'impresa di installazione
Si allarga l'inchiesta sulla morte di Alice Ferrari, la bambina di 11 anni che ha perso la vita dopo essere rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione della piscina dei bagni Segesta a Sestri Levante, a luglio, mentre si trovava in vacanza con la famiglia.
All'indomani della morte della ragazzina, il pm Fabrizio Givri aveva indagato i titolari dei bagni Segesta. Ora nel registro degli indagati sono state iscritte altre quattro persone: i titolari della azienda produttrice della vasca, della provincia di Cuneo, e dell'impresa di installazione (difesi dall'avvocato Giovanni Roffo), di Sestri Levante. I nuovi indagati hanno ricevuto l'avviso di garanzia per permettere loro di partecipare agli accertamenti tecnici. Il 24, infatti, la dottoressa Rossana Prola, esperta di funzionamento di piscine e già incaricata da altre procure per incidenti simili, inizierà la consulenza per capire cosa sia successo.
L'autopsia e la donazione degli organi
La famiglia di Alice, assistita dall'avvocato Stefano Savi, aveva subito acconsentito alla donazione degli organi, ma per consentire l'esame autoptico solo i reni e il fegato erano stati effettivamente espiantati subito dopo il decesso, mentre cuore e polmoni erano stati sottoposti ad accertamenti. La piccola piscina resta sotto sequestro. Se è stato accertato che la morte è avvenuta per annegamento, resta il mistero su come una tragedia del genere sia potuta accadere in un impianto profondo un metro. E sarà proprio l'accertamento tecnico a chiarire l'esatta dinamica.