Lo speciale sul rientro a scuola di Sky TG24
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Scuola e dress code, indicazioni e regole degli istituti per l'anno scolastico 2026-2027

Cronaca
©Getty

Introduzione

Settembre è arrivato e con l’inizio dell’anno scolastico si torna a parlare di “dress code” e di come presentarsi tra i banchi di scuola. Come ogni anno, occorre ricordare che in Italia non esiste un codice di abbigliamento obbligatorio per chi studia - a parte le normative legate a pudore, atti osceni, pubblica decenza. Ma gli istituti scolastici possono disporre circolari e regolamenti propri per regolamentare il vestiario in classe. Molte delle misure adottate dai presidi sono dettate dalla necessità di insegnare a studenti e studentesse il rispetto del contesto e del pudore. Alcune disposizioni, però, hanno fatto discutere (come il divieto di entrare a scuola con le unghie ricostruite o con i piercing in vista). Mentre i primi istituti scolastici riaprono le porte, si cerca il modo di bilanciare regole di buon senso e rispetto della libertà di espressione.

Quello che devi sapere

Linee guida generali

Come detto non esistono regole nazionali sul come vestirsi per andare a scuola, ma ci sono indicazioni generali di decoro e buon senso che gli studenti e le studentesse dovrebbero seguire (a meno che non si frequenti un istituto che prevede una divisa)

Il caso dell'istituto VIttorio Colonna a Roma

Le regole per l'abbigliamento a scuola possono variare significativamente di scuola in scuola. A maggio scorso, ad esempio, l’istituto Vittorio Colonna di Roma aveva bandito alcuni capi con una lista puntuale: “Pantaloncini corti, bermuda, canottiere, pantaloni evidentemente strappati, magliette troppo corte o attillate, ciabatte, infradito”. Inoltre, per “ragioni di sicurezza”, si evitavano anche scarpe con zeppe o tacchi troppo alti”. La ragione, riporta Orizzonte Scuola, è che “la scuola è un luogo istituzionale che merita adeguato rispetto e ciò implica che ciascuno lo frequenti con un abbigliamento sobrio e decoroso, consono all’ambiente”. 

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Altri casi degli ultimi anni

Sempre l’anno scorso a Taormina era circolato un depliant realizzato dalla direttrice del “Pugliatti”, che elencava graficamente l’abbigliamento ammesso a scuola con tanto di disegni. Canottiere e top sono sbarrati con una croce rossa, così anche i reggiseni sportivi o le minigonne, i leggins ma anche i jeans strappati. Un altro istituto, stavolta l’Ipsar Matteotti di Pisa, ha vietato dall’anno scorso “ogni tipo di pantaloncino e top di qualsiasi lunghezza e misura e comunque abbigliamento non idoneo all’ambiente scolastico” con la promessa che “tutti coloro che non rispetteranno tali indicazioni verranno allontanati dalla scuola”. 

Accessori

Proprio perché ciascun istituto è un caso a sé, il margine di interpretazione di cosa è decoroso e consono è piuttosto ampio. Molte scuole, ad esempio, hanno adottato misure rigide anche rispetto agli accessori. A Trezzano sul Naviglio, in provincia di Milano, il regolamento dell’Istituto comprensivo Roberto Franceschi menziona anche il divieto di presentarsi con “unghie estremamente lunghe e appuntite”. In altri casi sono banditi anche trucchi eccessivamente appariscenti, capelli colorati, piercing, barbe e occhiali da sole.

 

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Regole e libertà di espressione

Quando si parla di abbigliamento, però, si entra in un dominio che ha a che fare anche con l’identità e l’espressione personale. E si sa che l’adolescenza è la fase della vita che più rappresenta il bisogno di emancipazione personale e di autorealizzazione, che si esprime anche attraverso il vestiario. L’abbigliamento, quindi, è più di un semplice look.

Il problema caldo

Un altro tema da considerare è il caldo estremo che orami perdura in molte regioni anche dopo l'inizio della scuola. Anche per questo il codice di abbigliamento dovrà necessariamente tenere conto anche dell’innalzamento delle temperature. 

 

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