Depositata al gip di Napoli la perizia dell'incidente probatorio sulla morte di Domenico Caliendo, il bimbo di quasi due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito al Monaldi. Il 23 dicembre 2025 l'organo era arrivato da Bolzano danneggiato dal ghiaccio secco. Sette sanitari indagati per tentato omicidio colposo
I tre esperti nominati dal gip Mariano Sorrentino hanno consegnato nel primo pomeriggio di oggi la relazione che dovrà chiarire cosa accadde tra il trapianto e la morte del piccolo Domenico Caliendo, al Monaldi di Napoli. Al lavoro dal 3 marzo, i periti hanno ricostruito l'intera vicenda clinica del bambino rispondendo ai quesiti posti dal giudice. Sulle conclusioni, al momento, non filtra nulla.
La vicenda
Domenico Caliendo aveva quasi due anni e mezzo quando, il 23 dicembre 2025, è stato sottoposto a un trapianto di cuore all'ospedale Monaldi. L'organo era arrivato da Bolzano, ma durante il trasferimento era stato conservato in modo errato: refrigerato con ghiaccio secco e riposto in un box frigo non conforme alle linee guida. Le basse temperature avevano compromesso il cuore, rendendolo di fatto inutilizzabile. L'intervento è stato comunque eseguito. Il bambino è morto il 21 febbraio per le conseguenze di quel trapianto.
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I quesiti del giudice
La perizia risponde a una serie di domande poste dall'autorità giudiziaria. Ai tre professori (Biagio Solarino, Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorini) il gip ha chiesto anzitutto di verificare in quali condizioni si trovasse l'organo trapiantato e se presentasse alterazioni anatomiche o funzionali riconducibili a errori dell'équipe che ha effettuato il prelievo a Bolzano o di quella che ha eseguito il trapianto a Napoli. Sotto esame anche la scelta di procedere ugualmente con l'operazione nonostante il cuore fosse ormai danneggiato dal freddo.
Le cure dopo il trapianto
Gli accertamenti riguardano anche la fase successiva all'intervento. Il giudice ha chiesto di valutare le condotte dei medici mentre il piccolo era collegato all'ecmo nella terapia intensiva del Monaldi. Un punto specifico riguarda la decisione di non ricorrere al berlin heart, il cosiddetto cuore artificiale extracorporeo: secondo l'avvocato della famiglia e i suoi consulenti, quel dispositivo avrebbe potuto offrire a Domenico maggiori possibilità in vista di un secondo trapianto.
Gli indagati e l'appello
Per tentato omicidio colposo in concorso risultano al momento indagati sette sanitari. Tra loro i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, già condannati dallo stesso gip Sorrentino per aver falsificato la cartella clinica del bambino. Domani, davanti ai giudici del Riesame, sarà discusso l'appello presentato dai loro difensori contro le misure interdittive inflitte a giugno: 12 mesi per Oppido, 7 per Bergonzoni.