Nelle prossime ore il fronte instabile farà il suo ingresso sulla penisola a partire dalle regioni del Nord-ovest, innescando un crollo radicale delle temperature che scenderanno anche di 8 °C. I primi rovesci attesi già stasera tra la Liguria, la Lombardia e l'arco alpino
La lunga e torrida estate che ha tenuto l'Italia sotto una cappa di afa opprimente per oltre tre mesi sembra essere ormai agli sgoccioli. La svolta atmosferica è imminente, spiega ilmeteo.it, secondo cui un'incisiva perturbazione di origine atlantica è pronta a scardinare definitivamente la robusta cupola anticiclonica nordafricana. Già nelle prossime ore il fronte instabile farà il suo ingresso a partire dalle regioni del Nord-ovest, innescando un crollo radicale delle temperature che scenderanno anche di 8 °C nel giro di pochissimo tempo, ponendo fine a un lungo periodo di anomalie climatiche.
Gli ultimi scampoli di canicola e il crollo termico
La giornata di oggi rappresenterà l'ultimo vero avamposto del gran caldo sulla penisola. Nelle ore centrali del giorno si toccheranno infatti le ultime punte di 35 °C al Nord, mentre al Centro-sud i termometri registreranno picchi diffusi di 36-37 °C, costringendo gli italiani all'ultimo sforzo contro l'afa. L'esempio più evidente dell'imminente e drastico sbalzo termico sarà la città di Milano: dai 33 °C previsti per il pomeriggio di oggi, il capoluogo lombardo crollerà a soli 26 °C nella giornata di mercoledì. Entro il fine settimana, l'aria fresca si propagherà lungo tutto lo Stivale, permettendo di tornare finalmente a respirare. Le temperature massime si attesteranno ovunque sui 28-30 °C. Si tratta di una normalizzazione termica straordinaria se si pensa che, solo poche settimane fa, tali valori rappresentavano le temperature minime notturne registrate in Sardegna, in Sicilia e lungo le coste tirreniche.
Maltempo in progressione: la mappa delle piogge
Questa nuova configurazione, pur garantendo il tanto atteso refrigerio, porterà con sé l'inevitabile rovescio della medaglia: un marcato rischio di precipitazioni intense e grandinate. I primi segnali di cedimento del tempo si manifesteranno già dalla sera di martedì, con i primi rovesci tra la Liguria, la Lombardia e l'arco alpino. Tra mercoledì e giovedì la perturbazione entrerà nel vivo, coinvolgendo in modo più diffuso e strutturato il resto delle regioni settentrionali. Venerdì il maltempo scivolerà verso il Centro, portando piogge e temporali diffusi. In questa prima fase il Sud Italia sarà parzialmente risparmiato dai fenomeni più abbondanti, ma l'aria fresca riuscirà a conquistare anche il meridione nel corso del weekend, completando il cambio di stagione. I modelli matematici indicano che non si tratterà di una tregua passeggera, bensì di una rinfrescata duratura. Sebbene non si escluda qualche isolato colpo di coda simil-estivo al Sud entro metà mese, gli esperti confermano che potremo finalmente spegnere i condizionatori e riporre i ventilatori, ritrovando una normalità notturna che mancava da mesi.
I mari italiani come una polveriera di energia
La preoccupazione maggiore per gli esperti è legata allo stato di salute dei bacini marittimi italiani, che attualmente si comportano come una vera e propria polveriera energetica. La lunghissima estate ha causato un'anomalia termica del territorio pari a +7 °C, ma ha soprattutto surriscaldato i mari, le cui acque superficiali risultano più calde di 4 °C rispetto alla media di inizio settembre, con picchi eccezionali di 29-30 °C registrati sul Mar Tirreno. Questo surplus di calore si traduce dal punto di vista fisico in un'immensa riserva di energia potenziale per l'atmosfera. Il principio scientifico alla base è tanto semplice quanto insidioso: per ogni grado centigrado di riscaldamento in più, l'aria è in grado di trattenere circa il 7% di vapore acqueo in più. I nostri mari, caldi come quelli tropicali, stanno rilasciando enormi quantità di umidità. Quando le correnti fredde atlantiche impatteranno contro questo strato di aria calda e satura, il vapore condenserà rapidamente, fungendo da potente motore per lo sviluppo di nubi temporalesche. Questo choc termico alza drasticamente la probabilità di assistere a eventi meteo estremi, fornendo il "carburante" necessario per la formazione di nubifragi stazionari, temporali autorigeneranti e improvvise, violente raffiche di vento lineare.