Famiglia nel bosco: nuova assistente sociale. Procedimento disciplinare per la precedente
CronacaNelle prossime ore i genitori incontreranno l'esperta, in vista del progressivo ricongiungimento con i tre bambini. L'ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo intanto lavora su una presunta violazione di alcune norme del codice deontologico da parte dell'esperta che si era occupata del caso
La cosiddetta "famiglia nel bosco" avrà una nuova assistente sociale. Simone Pillon, il legale della coppia di genitori Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, ha confermato l'arrivo della convocazione per l'incontro con la nuova esperta. Questo passo avverrebbe in vista del progressivo rientro dei bambini nel nucleo familiare.
Aperto un procedimento disciplinare
Secondo quanto si apprende, Giuseppina Tittaferrante potrebbe essere la nuova assistente sociale: prenderebbe il posto di Veruska D'Angelo, sulla quale è stato aperto un procedimento disciplinare da parte dell'Ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo per una presunta violazione di alcune norme del codice deontologico. L'apertura del fascicolo era scaturita da due segnalazioni: una presentata dalla presidente dell'Ordine per verificare il corretto esercizio della professione, anche in relazione a dichiarazioni rese alla stampa, e una depositata dagli ex legali dei genitori. Secondo l'esposto, l'assistente sociale avrebbe tenuto un comportamento privo dell'imparzialità richiesta dal ruolo, avrebbe espresso giudizi di valore sul modello educativo della famiglia e non avrebbe rispettato alcuni principi deontologici relativi al rapporto con gli assistiti, alla riservatezza nei confronti della stampa e alla gestione della relazione professionale. Sul punto, la professionista potrà presentare delle deduzioni a quelle che al momento sono solo ipotesi di contestazioni.
"Abbiamo accolto con favore l’apertura di un procedimento da parte dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo perché lo consideriamo a nostra tutela. Grazie a questo procedimento infatti abbiamo potuto provare la verità e la correttezza dei comportamenti della dottoressa D’Angelo", ha dichiarato all’Adnkronos l’avvocato Luca Bauccio, che difende l’assistente sociale. "Innanzitutto è falso che la dottoressa sia stata sostituita D’Angelo è ancora applicata al caso. Il team è stato integrato con la presenza di altri psicologi e assistenti per rafforzare l’attività e non per sostituire o punire qualcuno". In merito al procedimento disciplinare, Bauccio ha spiegato che "l’ordine dell’Abruzzo aveva già archiviato precedenti esposti. Ora alla dottoressa D’Angelo si contesta di aver tenuto un comportamento ostile nei confronti della famiglia e di aver inventato la circostanza dell’avvelenamento. Ma non c’è stata alcuna invenzione abbiamo provato che c’è stata una comunicazione del sindaco alla dottoressa e i bambini in ospedale sono stati trattati col protocollo anti-avvelenamento".
"Dal legale della famiglia è stato detto che gli assistenti sociali sarebbero rimasti colpevolmente inattivi rispetto all’ordinanza del 31 luglio emessa dal tribunale per i minorenni che dava alcune prescrizioni per i bambini, ma gli assistenti sociali hanno ricevuto la notifica soltanto il 31 agosto: è assurdo accusare un ente pubblico di essere inattivo quattro giorni dopo la notifica di un provvedimento, un fatto inaccettabile che getta discredito professionale sulla mia assistita", ha concluso il legale.
I prossimi step
"Dopo numerosi solleciti abbiamo finalmente ricevuto la convocazione, da parte di una nuova assistente sociale, per un incontro finalizzato a concordare le modalità di graduale rientro dei minori come previste dal Tribunale", ha riferito Pillon, che nei giorni scorsi aveva denunciato l'inerzia del servizio di assistenza sociale dell'Alto Vastese a seguito della decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila di avviare le procedure per il ricongiungimento dei tre bambini ai genitori. I giudici hanno infatti deciso per un rientro a tappe dei tre bambini in famiglia: dovrebbero restare per il momento nella struttura protetta di Vasto (Chieti), dove erano stati collocati il 20 novembre 2025, fino al prossimo ottobre quando, solo nel fine settimana, potranno tornare con i genitori a Palmoli.