Lo speciale sul rientro a scuola di Sky TG24
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Sesta ondata di caldo, l'allarme dei medici: "Rimandare la riapertura delle scuole"

Cronaca
©IPA/Fotogramma

I cambiamenti climatici registrati nel nostro Paese "impongono modifiche nel settore della scuola volte a tutelare la salute di studenti e personale scolastico – spiega la Società italiana di medicina ambientale (Sima) -. Ad oggi risulta che solo l’11% degli istituti sia dotato di sistemi di climatizzazione, riservati però agli uffici amministrativi, mentre le aule possono contare solo su ventilatori, del tutto inadatti a garantire una temperatura indoor adeguata"

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Anche la scuola deve far fronte ai cambiamenti climatici e la grande maggioranza degli istituti non sono attrezzati per affrontare le temperature sempre più alte. Il ritorno in classe sarà infatti caratterizzato dalla sesta ondata di caldo estremo “che renderà le aule roventi mettendo a repentaglio il benessere di studenti e insegnanti". È l’allarme lanciato dalla Società italiana di medicina ambientale (Sima) che va nella stessa direzione delle richieste che arrivano da più parti su un posticipo dell’avvio dell’anno scolastico. I cambiamenti climatici registrati nel nostro Paese "impongono modifiche nel settore della scuola volte a tutelare la salute di studenti e personale scolastico – spiega Sima in una nota –. Ad oggi risulta che solo l’11% degli istituti sia dotato di sistemi di climatizzazione, riservati però agli uffici amministrativi, mentre le aule possono contare solo su ventilatori, del tutto inadatti a garantire una temperatura indoor adeguata".

La valutazione

Le aule italiane sono "generalmente affollate, surriscaldate e scarsamente ventilate, con conseguenti possibili aumenti di anidride carbonica (CO2), causa di diversi problemi quando le sue concentrazioni superano il valore del valore di 1.500 parti per milione - spiega Alessandro Miani, presidente Sima –. Non a caso lo scorso anno si sono registrati mancamenti e malori tra gli studenti specie del sud Italia in tutto il mese di settembre, dovuti al caldo eccessivo nelle classi. Il fenomeno delle ondate di calore sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, con possibilità del protrarsi di temperature fino a 36 gradi centigradi fino al mese di ottobre, non può essere trascurato o peggio ignorato".

"Bisogna fare i conti con la realtà e ragionare sulla possibilità di lasciare chiuse le scuole al Sud-Italia fino all’equinozio di autunno, che cade tra il 21 e il 23 settembre, allo scopo di tutelare il benessere psico-fisico degli alunni, spostando l’attenzione sul benessere in aula e in particolare sul microclima e sulla qualità dell’aria indoor. Senza contare che differenziare l’avvio dell’anno scolastico consentirebbe di sostenere l’economia del turismo di fine stagione al Sud", conclude Miani.

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