Strage familiare Pietralata, autopsia: a fare fuoco il padre, non escluso ruolo madre

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In base ai primi risultati emersi dall'istituto di medicina legale de La Sapienza, sono stati esplosi tre colpi di arma da fuoco e tutti e tre sono morti con un colpo alla testa. Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e la loro figlioletta di 5 anni, sono stati trovati morti lunedì nella loro abitazione. L'ipotesi degli investigatori è di duplice omicidio e suicidio

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Sono state svolte oggi le autopsie sui corpi di Luca Abbasciano, della moglie Valentina Pambianco e della loro figlioletta Bianca, di 5 anni, trovati morti lunedì nella loro abitazione, con segni di colpi di arma da fuoco. L'ipotesi degli investigatori sulla vicenda è di duplice omicidio e suicidio. In base ai primi risultati a fare fuoco, con ogni probabilità, è stato Luca Abbasciano, anche se non si esclude che la moglie Valentina Pambianco abbia avuto un ruolo attivo nella tragica azione. I medici legali, coordinati dal professore Vittorio Fineschi, hanno proceduto anche con i prelievi per effettuare ulteriori accertamenti i cui risultati arriveranno nelle prossime settimane.

I viaggi in Messico per curare la figlia

La coppia aveva avuto nel 2020 la piccola, nata con due mesi d’anticipo in condizioni critiche. Secondo la diagnosi soffriva di paralisi cerebrale, ritardo motorio e cognitivo, epilessia. Non parlava, non camminava e le sue difese immunitarie fragili la costringevano a ricoveri continui. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, la coppia era entrata in contatto, online, con altri genitori di figli affetti da patologie gravi. E si affidavano a un neuroscienziato messicano, i cui metodi non sono mai stati approvati dalla comunità scientifica. I viaggi in Messico però erano diventati la speranza a cui la famiglia si aggrappava. Tre o quattro trasferte avevano prosciugato i risparmi della coppia, con le condizioni della bimba che non erano migliorate.

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La tragedia

Qualche giorno fa Luca e Valentina si erano concessi un fine settimana in Molise. Al rientro però, la situazione è precipitata. In casa, in via dell'Antracite, nel quartiere romano di Pietralata, c'era una pistola, una Glock regolarmente denunciata. La coppia ha preparato una ventina di lettere, firmate, con i messaggi di scuse ai parenti, ora al centro dell'esame degli investigatori. "Da soli non ce la facciamo", è la sintesi dei messaggi autografi lasciati dal padre e dalla madre della piccola, messaggi con riferimenti espliciti alla condizione della bimba, al loro sentirsi isolati, alla difficoltosa gestione della figlia. Poi il gesto estremo con cui si sono tolti la vita portando con sé anche la bambina.

Acquisiti pc e cellulari

Oggi sono stati acquisiti dai carabinieri i cellulari e pc nella disponibilità della famiglia. La Procura di Roma procede per omicidio e l'unica ipotesi al momento resta quella dell'omicidio-suicidio anche alla luce di quanto lasciato scritto. Con ogni probabilità a fare fuoco è stato l'uomo con l'arma regolarmente detenuta. I pm hanno avviato accertamenti sui conti bancari dell'uomo e il denaro speso per affrontare anche i viaggi per curare la figlia.

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