Difterite a Palermo, si cerca paziente zero: si teme focolaio

Cronaca

Corsa alle vaccinazioni dopo la morte della piccola di 4 anni. Nei centri vaccinali si registra un forte afflusso e in uno sono terminate le scorte del siero esavalente. L'Asp ha avviato un'indagine epidemiologica per ricostruire la catena dei contatti. Una ventina di familiari della bambina si è già recata nei centri vaccinali. Cascio: "Il rischio di una diffusione è minimo al momento"

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È corsa alle vaccinazioni a Palermo dopo la notizia della morte della piccola Anna Rosa, di appena 4 anni, per una sospetta difterite. Nel centro vaccinale della borgata Pallavicino, di pertinenza territoriale del quartiere San Filippo Neri (Zen), la zona in cui viveva la bimba, è stato necessario raddoppiare la presenza dei medici per il grande afflusso, mentre in quello di via Giorgio Arcoleo si sono esaurite le scorte del siero esavalente, efficace anche contro la difterite, ed è stato necessario ricorrere alle scorte. Il dato, che trapela da ambienti sanitari, è che nelle prossime ore, secondo le stime, l'aumento potrebbe arrivare al 10%.

L'indagine epidemiologica

Intanto l'Asp di Palermo ha avviato l'indagine epidemiologica per ricostruire la catena dei possibili contatti della bambina e individuare l'eventuale origine del contagio. L'obiettivo è rintracciare il cosiddetto "paziente zero" e verificare i contatti avuti dalla famiglia con parenti, amici e altri. E l'Asp di Palermo ha effettuato i tamponi a gran parte del nucleo familiare della piccola Anna Rosa. L'azienda sanitaria sta cercando di ricostruire tutta la catena dei contatti.

Venti familiari nei centri vaccinali

Stamattina una ventina di componenti della famiglia della vittima sono stati nei centri vaccinali per farsi inoculare il vaccino esavalente. Le persone eventualmente esposte saranno sottoposte alle procedure di prevenzione previste, dalla verifica della situazione vaccinale ai tamponi fino alla chemioprofilassi con antibiotici. Indicazioni in questo senso sono già state trasmesse ai medici degli ospedali Cervello e Civico che hanno avuto contatti con la piccola paziente.

"Rintracciare il paziente zero è importantissimo"

"Rintracciare il cosiddetto paziente zero in questa fase è importantissimo", dice Antonio Cascio, direttore dell'unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo. "Può esserci un portatore sano tra i parenti o i conoscenti che, inconsapevolmente, può aver infettato la bambina - afferma - Per questo è necessario ricostruire con attenzione tutti i contatti avuti dalla piccola e individuare le persone che potrebbero essere state esposte. Per chi è stato esposto è prevista la cosiddetta chemioprofilassi, cioè la somministrazione di antibiotici, oltre alla verifica della copertura vaccinale e all'eventuale aggiornamento in caso di vaccinazione mancata o incompleta".

Vaccinazioni pediatriche, Sicilia ultima in Italia

Sul rischio di una diffusione della malattia, Cascio invita alla cautela. "Epidemia è una parola grossa. Quello che si potrebbe temere è un mero focolaio epidemico. In questo momento bisogna attenzionare soprattutto le persone che potrebbero essere entrate in contatto con la bambina e che non sono vaccinate". "Il rischio di una diffusione è minimo al momento", conclude. Sul fatto che la Sicilia sia ultima in Italia per vaccinazioni in età pediatrica, con una percentuale dell'85%, Cascio spiega: "Dipende dall'ignoranza e dalla cattiva informazione, per esempio dall'associazione dell'autismo con la vaccinazione. Ignoranza e cattiva informazione sono alimentate dai social, che amplificano la diffusione delle fake news".

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