Don Massimo Biancalani rimosso, il “prete dei migranti” perde i ricorsi alla Santa Sede

Cronaca
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Il sacerdote non è più parroco di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini. La vicenda è iniziata a luglio 2025, dopo lo sgombero da parte della polizia di un gruppo di migranti ospitati nei locali della parrocchia. I ricorsi di don Biancalani contro la decisione dell’allora vescovo di Pistoia Tardelli non sono stati accolti dalla Santa Sede: ora il prete ha sessanta giorni per presentare un ultimo ricorso

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Era diventato il simbolo dell’accoglienza a Vicofaro, Pistoia. Don Massimo Biancalani, il “prete dei migranti” che si è guadagnato questo titolo per il suo operato, spesso discusso e criticato, a favore delle persone più in difficoltà, è stato rimosso da parroco di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini. Dopo anni passati al servizio delle due comunità toscane, il parroco lo scorso anno è stato accusato di violazione del diritto canonico per le sue attività con i migranti. Don Massimo, dopo un lungo procedimento passato per due volte dal Vaticano, si è visto respingere i ricorsi presentati alla Santa Sede e ora è costretto ad allontanarsi. 

Cosa è successo

La vicenda legale di don Massimo Biancalani è iniziata a luglio 2025, quando la polizia in tenuta antisommossa è intervenuta per sgomberare i migranti ospitati nei locali di proprietà della parrocchia di Vicofaro. Dopo questo episodio, l’allora vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Fausto Tardelli, ha deciso di allontanare don Massimo dalle parrocchie, offrendogli in un primo momento un ricollocamento negli uffici amministrativi della Diocesi. Il sacerdote ha però rifiutato il trasferimento e, per questo, gli è stata tolta la rappresentanza legale di Vicofaro. 

I ricorsi

A quel punto, don Biancalani ha presentato due ricorsi alla Santa Sede: uno per la perdita della rappresentanza legale della parrocchia di Vicofaro e uno per la decisione di monsignor Tardelli di spostarlo negli uffici della Diocesi. I due provvedimenti, però, sono stati rifiutati dal Vaticano che si è espresso contro il “prete dei migranti”, rimuovendolo dai suoi incarichi di parroco a Vicofaro e Ramini. Come previsto dal diritto canonico, però, non è ancora del tutto finita: don Biancalani ha sessanta giorni di tempo per presentare un ulteriore ricorso, possibilità alla quale il sacerdote ha intenzione di appellarsi.

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