Come scegliere anguria, melone e frutta estiva: 8 consigli per non sbagliare acquisto

Cronaca

Introduzione

Portare a casa un'anguria pallida e insipida o un melone ancora duro è una delusione comune davanti ai banchi del mercato. E visto che non tutti hanno il contadino di fiducia, spesso la scelta si gioca al supermercato, magari con quei guanti di plastica in dotazione al reparto ortofrutta. Eppure bastano pochi accorgimenti visivi e tattili per riconoscere la frutta estiva al giusto grado di maturazione: colore della buccia, picciolo, peso e profumo sono gli indizi che contano di più. Ecco una guida pratica con otto consigli per orientarsi tra angurie, meloni, pesche e albicocche, con i metodi affidabili e i falsi miti da lasciar perdere.

Quello che devi sapere

Tempi di maturazione e stagionalità: quando comprare cosa

Il primo criterio è rispettare la stagione. L'anguria si trova al meglio da giugno ai primi di settembre, con il picco a luglio. Il melone estivo, come il cantalupo e il retato, dà il meglio tra giugno e settembre; le varietà invernali, gialle o bianche, vengono raccolte a fine estate e conservate per i mesi freddi. Un frutto acquistato fuori stagione ha più probabilità di essere stato raccolto acerbo e fatto maturare in cella, con meno profumo e sapore.

Le varietà di melone: retato, giallo e invernale

Non esiste un solo melone. Il retato e il cantalupo hanno la buccia rugosa e maturano in circa 60 giorni dalla fioritura, disponibili da giugno. Il melone giallo, dalla buccia liscia, impiega più tempo (dagli 80 ai 100 giorni) e si raccoglie tra agosto e ottobre, con buona capacità di conservazione. Le varietà invernali, gialle o bianche, arrivano quindi più tardi e accompagnano la stagione fredda. Conoscere il tipo aiuta a capire cosa aspettarsi dalla buccia e dai tempi.

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Consiglio 1: l'aspetto della buccia dell'anguria

La buccia offre qualche indizio, da non sopravvalutare. Un'anguria matura tende a essere verde scura e opaca, ma la lucentezza da sola non basta a giudicarla. Contano di più l'integrità e la forma: il frutto deve essere sano, simmetrico e privo di ammaccature o crepe, da cui potrebbero penetrare batteri e muffe. La forma, tonda o allungata, non dice nulla sul sapore: dipende solo dalla varietà. Meglio preferire angurie intere, che permettono di controllare la buccia.

Consiglio 2: la "macchia del sole" dell'anguria

Su un lato della buccia c'è spesso una chiazza ovale, il punto rimasto appoggiato al terreno durante la crescita. È l'indizio più affidabile: se questa macchia è bianca o verde chiaro, il frutto è stato probabilmente raccolto troppo presto. Se invece è giallo crema o giallo scuro, l'anguria ha trascorso abbastanza tempo a terra e al sole, ed è più probabile che sia matura e dolce.

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Consiglio 3: il picciolo (codino) secco dell'anguria

Anche il codino racconta molto. In un frutto pronto deve apparire secco e leggermente arricciato, segno che l'anguria ha smesso di ricevere nutrimento dalla pianta e ha completato la maturazione sul campo. Se invece il picciolo è ancora verde, con peluria o residui del fiore, è probabile che il cocomero sia stato staccato in anticipo.

Consiglio 4: il peso dell'anguria (e i limiti della prova del suono)

A parità di dimensioni conviene scegliere l'anguria più pesante: più peso significa più acqua, quindi polpa succosa e dolce. Un frutto insolitamente leggero può essere acerbo o asciutto. La classica prova del "toc-toc", invece, va presa con cautela: per il consumatore comune il suono non è un indice affidabile di dolcezza. È utile soprattutto agli addetti ai lavori, che lo usano per individuare eventuali cavità interne, cioè un difetto del frutto.

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Consiglio 5: la buccia e il colore del melone secondo la varietà

Per il melone la buccia non deve mai tendere al verde, segno di frutto acerbo. Nel retato lo sfondo sotto la rete deve virare verso il giallo o il crema, e la rete stessa deve essere ben delineata. Nel melone giallo liscio la tinta ideale è calda, tendente all'ocra. Le eventuali striature devono essere definite ma non troppo scure, perché un colore eccessivo può indicare una maturazione già superata.

Consiglio 6: il picciolo e la prova dell'olfatto del melone

Il picciolo del melone deve essere secco e marroncino, facile da staccare, spesso con piccole fessure attorno alla corona: sono segni di buon contenuto zuccherino. L'olfatto è però il test più affidabile: annusando la parte opposta al picciolo, un frutto maturo emana un profumo dolce e intenso. Se non profuma è ancora acerbo; se l'odore è pungente o alcolico, è ormai oltre il punto ideale.

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Consiglio 7: peso e consistenza al tatto del melone

Come per l'anguria, a parità di dimensioni si sceglie il melone più pesante, perché più ricco di acqua e zuccheri. Al tatto, premendo delicatamente l'estremità opposta al picciolo, la polpa di un frutto maturo risulta morbida ma non cedevole: se resta l'impronta del dito è troppo maturo, se è dura come una pietra è ancora acerbo.

Consiglio 8: pesche e albicocche, profumo e conservazione

Anche per pesche, albicocche e prugne il naso è la guida migliore: annusando la parte opposta al picciolo, il profumo intenso indica maturazione. Meglio non schiacciare i frutti con le dita, un gesto che li rovina. Vanno tenuti fuori dal frigorifero, all'ombra e in un luogo fresco, coperti con carta pane o un canovaccio asciutto: in frigo pesche e albicocche tendono ad annerirsi.

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Il grado Brix e la certificazione IGP: la garanzia oggettiva

Chi vuole andare sul sicuro può affidarsi a un dato misurabile: il grado Brix, l'unità che indica il contenuto zuccherino. Secondo l'agronomo Daniele Paci, un buon cocomero deve avere almeno 10 gradi Brix, è ottimo sopra gli 11 ed eccellente dai 12 in su. Una garanzia ulteriore è la certificazione IGP, come per l'Anguria Reggiana IGP: questi frutti vengono raccolti solo a maturazione completata e devono superare valori minimi di zuccheri. Alcune aziende misurano il Brix di ogni frutto e lo dichiarano in etichetta.

Come conservare la frutta estiva a casa: frigo sì o no

Una volta a casa, le regole cambiano da frutto a frutto. Il melone non ancora maturo può riposare qualche giorno a temperatura ambiente per completare la maturazione, poi va in frigorifero per preservarne freschezza e consistenza. Pesche e albicocche, invece, soffrono il freddo e vanno tenute in fresco ma fuori dal frigo. L'anguria intera si conserva bene in luogo fresco; una volta tagliata va coperta e refrigerata.

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La regola d'oro: ogni frutto ha la sua regola

Non tutta la frutta si comporta allo stesso modo una volta a casa. L'anguria è un frutto non climaterico: una volta raccolta non aumenta più i suoi zuccheri, quindi va scelta già matura e non migliora con l'attesa. Il melone e la frutta con nocciolo, come pesche e albicocche, possono invece rifinire la maturazione a temperatura ambiente. In ogni caso è al momento dell'acquisto che si gioca la partita: gli indizi visti finora, dalla macchia del sole al peso fino al profumo, restano la guida più affidabile per non sbagliare.

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