L'uomo di 50 anni era stato colpito sul lungomare di Fossacesia: cadendo, aveva sbattuto la testa. Le sue condizioni erano apparse fin da subito molto gravi
Donati cuore, reni e fegato di Diomede Barchiesi, il 50enne di Lanciano morto il 14 agosto per le gravissime lesioni riportate dopo essere intervenuto, quattro giorni prima, per difendere il figlio coinvolto in una lite con altri ragazzi sul lungomare di Fossacesia, nel Chietino. Lo fa sapere la Asl di Pescara.
Concluso il periodo di osservazione per la morte cerebrale e ottenuto, dopo la valutazione del medico legale, il nulla osta al prelievo da parte dell'autorità giudiziaria, nella notte sono iniziate le operazioni di prelievo degli organi, concluse questa mattina all'Ospedale di Pescara. Il cuore è stato destinato a Bergamo, i reni a L'Aquila e il fegato a Pisa. Lo stesso Barchiesi aveva espresso la propria volontà di donare degli organi in caso di morte.
Le parole dell’Asl di Pescara
La direzione della Asl di Pescara rinnova "la propria vicinanza alla famiglia, in questo momento di profondo dolore, e rivolge un ringraziamento alle dottoresse Rosamaria Zocaro e Antonella Frattari e all'intera equipe della Rianimazione, che ha assistito il paziente con grande impegno durante tutto il percorso, all'equipe degli anestesisti del Blocco operatorio e a tutti i professionisti coinvolti nelle delicate operazioni che hanno reso possibile la donazione".
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La vicenda
Il 10 agosto scorso, Diomede Barchiesi, di 50 anni, era intervenuto per difendere il figlio diciottenne coinvolto in una lite con altri ragazzi sul lungomare di Fossacesia. Barchiesi, raggiunto da un pugno alla mandibola sferrato da un 18enne era caduto a terra a causa della forza del colpo, sbattendo la testa. Ricoverato in Rianimazione all’ospedale di Pescara con lesioni cerebrali gravissime, il 50enne era stato subito sottoposto a un intervento chirurgico ma le sue condizioni erano rimaste disperate.