Guidare in ciabatte o infradito, cosa dice il Codice della Strada

Cronaca
©Getty

Guidare con infradito, ciabatte o a piedi nudi non è vietato dal Codice della strada e non comporta automaticamente una multa. Il conducente deve però mantenere sempre il controllo del veicolo e poter compiere ogni manovra in sicurezza. In caso di incidente, la calzatura può avere conseguenze anche assicurative se viene dimostrato che ha ostacolato la guida o contribuito al sinistro

ascolta articolo

D’estate può capitare di rimettersi alla guida dopo una giornata al mare o in piscina indossando ancora le infradito, magari perché non si hanno con sé altre scarpe. Ma è consentito dal Codice della strada? La risposta breve è sì: non esiste un divieto specifico e non si può essere multati soltanto per il tipo di calzatura indossata. Il conducente deve però essere sempre in grado di controllare il veicolo e di compiere tutte le manovre in sicurezza. 

Cosa prevede il Codice della strada

 

"Guidare l'auto con le infradito, le ciabatte o anche a piedi nudi non è vietato dal codice della strada”, ha spiegato ad Adnkronos/Labitalia Luigi Di Matteo, coordinatore dell’area professionale tecnica dell’Aci. Nel codice precedente, ha ricordato l’esperto, era previsto che “le scarpe dovessero essere adatte alla guida”. Questa indicazione non è stata riproposta nel nuovo Codice della strada, entrato in vigore il primo gennaio 1993. Oggi, quindi, non esistono prescrizioni specifiche sul tipo di calzatura da indossare. Dunque, essere al volante con le infradito non costituisce, di per sé, un’infrazione.

 

Cosa dicono le norme sulla sicurezza della guida

 

Una multa potrebbe però essere contestata se venisse accertato che le infradito hanno concretamente ostacolato i movimenti o impedito di controllare correttamente il veicolo. In questo caso non si tratterebbe di una multa per le infradito, ma della possibile violazione delle norme sulla sicurezza della guida. L’articolo 140 stabilisce che gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire un pericolo o un intralcio alla circolazione. L’articolo 141 impone al conducente di “conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”.  L’articolo 169, invece, richiede la “più ampia libertà di movimento”. Un’eventuale contestazione dovrebbe quindi basarsi su una situazione concreta, non sul solo tipo di scarpa indossata.

 

Cosa può succedere in caso di incidente

 

In caso di incidente, il tipo di calzatura potrebbe essere indicato nel verbale se ritenuto inadeguato e rilevante per la dinamica del sinistro. Come riporta l’Aci, il conducente potrebbe infatti essere accusato di imprudenza o di non aver prestato l’adeguata attenzione. La compagnia assicurativa potrebbe quindi ridurre il risarcimento o esercitare il diritto di rivalsa nei confronti del conducente, ma soltanto se venisse dimostrato che le infradito, le ciabatte o l’assenza di scarpe hanno concretamente impedito una manovra corretta o contribuito all’incidente.

Leggi anche

Rischio multa con telo mare sul sedile dell’auto: ecco quando e perché

Cronaca: i più letti