No Tav, il prefetto di Torino vieta il campeggio a Susa e a Bussoleno

Cronaca

L'iniziativa è stata annunciata per la durata di tre giorni nell'intero territorio di Susa e di Bussoleno dalla mezzanotte di giovedì 30 luglio alle 7 di lunedì 3 agosto. La motivazione dell'ordinanza è "tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica"

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No al campeggio libero nell’intero territorio di Susa e Bussoleno. La decisione del prefetto di Torino, Donato Cafagna, si riferisce espressamente all'iniziativa di campeggio annunciata da oggi, per la durata di tre giorni, "da aderenti al movimento No Tav unitamente ad esponenti dell'ex centro sociale Askatasuna".

“Si vieta l'attività di campeggio libero nell'intero territorio di Susa e di Bussoleno dalla mezzanotte di giovedì 30 luglio alle 7 di lunedì 3 agosto", si legge sull’ordinanza, specificando che "si prescinde dalla comunicazione preventiva", "ricorrendo le ragioni d'urgenza relativamente alle esigenze di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica". Il prefetto ha preso la decisione dopo il corteo No Tav che ha interessato la stessa area lo scorso weekend con il conseguente scontro tra manifestanti e forze dell'ordine.

Al momento nel campeggio di frazione Traduerivi, a Susa, non sono presenti No Tav. La polizia è a presidio dell'area: all'ingresso sul lato della Statale 24 ci sono agenti del reparto mobile e due camionette. Le ordinanze del prefetto che vietano il campeggio previsto in questi giorni dal movimento sono esposte su un palo della segnaletica stradale.

Le parole di Mattarella contro gli scontri in Val di Susa

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso parole dure contro i recenti episodi di violenza: "Non è accettabile che si faccia strada la convinzione che, se le proprie posizioni risultano minoritarie all'interno della società, sia giustificabile il ricorso a forme di violenza, che aggrediscono le libere volontà democratiche del popolo italiano espresse attraverso le istituzioni previste dalla Costituzione. Una sorta di fai da te, di liberi tutti rispetto all'azione dei poteri pubblici, cioè comuni". Nel corso della cerimonia del Ventaglio al Quirinale, il presidente ha condannato senza mezzi termini quanto avvenuto in Val di Susa nel weekend del 25 luglio scorso.  "Quanto avvenuto - da ultimo - sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi. La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica", ha sottolineato.

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