TAV, a che punto sono i lavori? La Torino-Lione è ancora al 30%
CronacaLa TAV doveva correre sotto le Alpi a colpi di decine di metri al giorno, invece in alcuni punti procede a passo d'uomo. La Torino-Lione, una delle opere ferroviarie più grandi e discusse d'Europa, continua a essere un cantiere aperto, tra ritardi, rocce imprevedibili e costi in aumento
Il cuore del progetto è il tunnel di base da 57,5 Km tra Italia e Francia. Finora è stato scavato meno del 20% delle due gallerie principali: 21 Km sui 115 complessivi previsti.
12,5 Km di tunnel sono in Italia, altri 45 in Francia. Il progetto, però, prevede che ne vengano scavati il doppio perché è prevista una “doppia canna”, ossia due gallerie per ciascun senso di marcia. A questi, poi, vanno aggiunti una cinquantina di Km di gallerie di servizio.
I lavori erano partiti nel 2001, ma dopo una profonda revisione del progetto sono ripresi di fatto nel 2017. Oggi sono aperti 16 cantieri, nei quali lavorano oltre 3.200 persone. L'obiettivo è aprire la linea nel 2033, ma nelle ultime settimane sono riemerse le polemiche sui tempi di realizzazione. A rallentare gli scavi è soprattutto Viviana, la gigantesca fresa meccanica lunga 180 metri e larga quasi 10, entrata in funzione sul versante francese. È una delle cosiddette "talpe", le macchine che scavano le gallerie, rimuovono il materiale e installano contemporaneamente i rivestimenti in cemento. Doveva avanzare fino a 15 metri al giorno. In quasi dieci mesi ha scavato meno di 250 metri (il 3% del totale previsto) e da maggio è praticamente ferma. Secondo il quotidiano francese Le Monde (che cita fonti interne ai cantieri) la macchina ha incontrato una formazione rocciosa particolarmente complessa, con cavità che ne rallentano l'avanzamento.
Altri problemi riguarderebbero i nastri trasportatori utilizzati per portare all'esterno il materiale di scavo. TELT - la società italo-francese che realizza l'opera - rassicura che i rallentamenti erano previsti e il cronoprogramma resta confermato e lo stop di 5 mesi è stato dovuto alla necessità di sostituire alcune parti del macchinario. Insomma assicura che il cronoprogramma resta confermato.
Sul lato italiano, intanto, lo scavo del tunnel principale non è ancora iniziato. A Chiomonte si stanno preparando le opere necessarie per accogliere una seconda talpa, il cui arrivo è previsto nel 2027. Oggi sono aperti 16 cantieri e lavorano oltre 3.200 persone. Sul lato italiano, però, il tunnel principale deve ancora essere scavato: la seconda talpa entrerà in funzione non prima del 2027.
Oltre agli aspetti tecnici resta aperta anche la questione economica. Il solo tunnel di base ha un costo stimato di circa 14,7 miliardi di euro. L'Unione Europea finanzia una parte consistente dell'opera, ma per completarla serviranno nuovi investimenti da parte di Italia e Francia e si valuta perfino il possibile ricorso a capitali privati. L'obiettivo ufficiale rimane l'apertura della linea nel 2033. Ma tra possibili ritardi, collegamenti ancora da completare e il nodo dei finanziamenti, la vera corsa della Torino-Lione sembra essere quella contro il tempo. E il traguardo, almeno per ora, resta ancora lontano.