Scontri No Tav in Val di Susa: 450 identificati, oltre 120 feriti tra le forze dell'ordine

Cronaca
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Sarebbero oltre 120 i feriti tra le forze dell'ordine dopo l'assalto ai cantieri dell'Alta Velocità. In particolare 58 poliziotti, 48 carabinieri e 20 militari della guardia di Finanza. Telt: "La prima stima di danni è 1 milione di euro solo a Chiomonte". Il movimento No Tav: "Abbiamo dimostrato ancora una volta che abbiamo la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all'ordine del giorno"

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Sono circa 450, provenienti anche da Francia e Belgio, gli identificati per gli scontri di ieri in val di Susa durante la protesta No Tav che ha preso d'assalto i cantieri dell'Alta Velocità. Lo si apprende da fonti qualificate, secondo le quali sarebbero oltre 120 i feriti tra le forze dell'ordine. In particolare 58 poliziotti, 48 carabinieri e 20 militari della guardia di Finanza. Le forze dell'ordine sono al lavoro ancora stamattina, dalla serata di ieri, per repertare i danni riportati nei cantieri della Tav in Val di Susa, nel Torinese, e avviare le indagini, in seguito agli assalti effettuati dai No Tav nel corso della manifestazione di ieri, nell'ambito del Festival Alta felicità. Non risultano feriti tra gli operai dei cantieri Telt, mentre i danni risulterebbero notevoli e non sono ancora chiari i tempi con cui sarà possibile ripristinare le attrezzature.

Telt: "La prima stima di danni è 1 milione di euro solo a Chiomonte"

"Una prima stima dei danni al solo cantiere di Chiomonte è di circa 1 milione di euro. Sono ancora da valutare le tempistiche per la rimozione dei detriti e il ripristino degli spazi di lavoro e dei servizi in galleria", ha fatto sapere oggi Telt, la società binazionale che sta realizzando l'alta velocità.   "Nel pomeriggio del 25 luglio - viene affermato - in occasione del Festival Alta Felicità organizzato da dieci anni dal Movimento No Tav, diversi gruppi di violenti hanno attaccato i cantieri della Torino-Lione a Salbertrand, Chiomonte, Susa (frazione Traduerivi) e San Didero. La situazione più critica si è verificata a Chiomonte".

No Tav: "Una grande giornata di lotta per la Val di Susa"

"Una grande giornata di lotta per la Val di Susa. Il movimento No Tav, a distanza di quindici anni dall'esperienza Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all'ordine del giorno", ha affermato invece il movimento No Tav, a conclusione della marcia di ieri, parlando della presenza di "20 mila persone".

"Da Mattarella a Salvini - dicono dal movimento - l'arco istituzionale si è espresso nelle ore successive. Solidarietà alle forze dell'ordine e narrazioni che dipingono i No Tav come "il frutto marcio della sinistra" rappresentano la pochezza che incarnano le opzioni politiche oggi. La differenza sostanziale con chi spreca parole per dare dei facinorosi e degli incappucciati a chi partecipa attivamente alla costruzione di un mondo migliore è che questi politicanti tentano in maniera abbozzata e a tratti autoritaria di affrontare volenti o nolenti i frutti marci della loro crisi, noi costruiamo passo dopo passo la possibilità di porre fine a ingiustizia e sfruttamento".   

Approfondimento

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Prima della manifestazione 1.800 identificati

Nel corso dei servizi preventivi in vista della protesta dei No Tav di ieri in Val di Susa la polizia aveva identificato di circa 1.800 persone, con l'emissione di numerosi provvedimenti di vario tipo tra cui due fermi preventivi. Era scattato, inoltre, l'allontanamento dal territorio nazionale di alcuni cittadini francesi, emessi 16 fogli di via obbligatori e 9 dacur. Tre cittadini francesi sono stati respinti alla frontiera

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