Bimbo di 18 mesi morto in ospedale, altri 4 ricoverati. Cosa sappiamo del caso a Tropea
CronacaIntroduzione
Un bambino di un anno e mezzo morto, altri quattro ricoverati e una decina con disturbi gastrointestinali. Tutti andavano allo stesso asilo a Tropea, in provincia di Vibo Valentia, una scuola paritaria frequentata da decine di bambini. Ora sarà l'inchiesta della Procura a fare luce sulla morte del piccolo, originario del Vibonese, deceduto all'ospedale di Catanzaro mercoledì, dopo essere stato trasferito in gravi condizioni dal nosocomio di Vibo Valentia. E anche sul possibile allarme sanitario: la Squadra mobile della questura di Vibo Valentia, su mandato della Procura, ha disposto il sequestro dell'asilo per procedere con i necessari approfondimenti. Chiarendo che, in ogni caso, l’indagine è in corso e non ci sono ancora certezze: ecco quello che sappiamo finora.
Quello che devi sapere
Il decesso del bambino
Secondo quanto emerso finora, il bambino di 18 mesi sarebbe stato ricoverato alle 2:51 dello scorso 17 luglio al pronto soccorso di Vibo Valentia con sintomi di gastroenterite, vomito e diarrea, prima di essere trasferito nel reparto di Pediatria. Alle 8:10 del 21 luglio, a causa di un severo peggioramento del quadro clinico con il sospetto di una grave setticemia, si è reso necessario il trasporto d'urgenza all'ospedale di Catanzaro, dove è avvenuto il decesso.
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Le condizioni degli altri bambini
Come detto, altri quattro bambini sono stati ricoverati. Tre di loro sono già stati dimessi, mentre uno si trova ancora a Catanzaro con sintomi che però apparirebbero in netto miglioramento. In totale una decina di piccoli hanno accusato disturbi gastrointestinali. I genitori del bambino di 18 mesi hanno presentato denuncia alla Questura di Vibo Valentia, e gli agenti della Squadra mobile hanno così provveduto al sequestro della cartella clinica del bambino per ricostruire l'intero iter medico. La Procura, che ha ordinato il sequestro della salma, ha deciso anche di disporre l'esame autoptico per accertare le cause esatte della morte e individuare eventuali responsabilità.
Sotto sorveglianza 38 bambini
Sono complessivamente 38 i bambini che hanno fatto accesso nell'ultimo mese alla struttura didattica di Tropea, e restano sotto la sorveglianza delle autorità sanitarie. L'Asp di Vibo Valentia ha acquisito l'elenco dalla dirigenza dell'asilo. Tutte le famiglie sono state contattate dal dipartimento Prevenzione per verificare l'eventuale insorgenza di ulteriori sintomi. Secondo quanto appreso sarebbero tutti in buone condizioni di salute.
Quali sono le ipotesi
Al momento l’ipotesi più accreditata, ha spiegato la dirigente dell’asilo, è quella di un batterio entrato dall'esterno all'interno della scuola, dove sono già stati condotti accertamenti da parte del personale dell'Asp e della Questura, unitamente alle iniziative necessarie a interrompere la catena dei contagi. I sospetti si concentrano sul Clostridium difficile, "un batterio che si prende generalmente all'interno delle strutture ospedaliere", precisa la dirigente. Di fronte all'aggravarsi dei casi, tra venerdì e martedì, ha inviato una Pec all'Asp e ha disposto la chiusura precauzionale e autotutelare della struttura fino a domenica per effettuare una sanificazione straordinaria.
Gli approfondimenti sull’asilo
Gli investigatori della Squadra Mobile di Vibo Valentia hanno effettuato diversi approfondimenti tecnici su attrezzature e ambienti dell’asilo nido privato di Tropea frequentato dal bimbo di 18 mesi. Gli investigatori sono stati incaricati di effettuare alcune specifiche analisi inerenti anche aspetti igienico-sanitari della struttura. Il tutto al fine di ricostruire con precisione gli avvenimenti antecedenti al decesso. Fonti investigative hanno precisato comunque che, al momento, non è accertato alcun nesso causale tra la presunta infezione batterica contratta nell'asilo e il decesso del piccolo: spetterà all'autopsia far luce sulla vicenda.
La panificazione dell’asilo
La dirigente dell’asilo ha spiegato: "Le scuole normalmente igienizzano quotidianamente con prodotti a base di cloro, che sono quelli previsti proprio per le scuole. Questo tipo di batterio, invece, non si debella con prodotti a base di cloro, ma con prodotti a base di acqua ossigenata, che normalmente non si usano nelle scuole, ma negli ospedali". Per questo, ha aggiunto, la scuola paritaria si è attivata autonomamente: "Ci siamo premurati di contattare lo stesso fornitore che ci procura i prodotti di sanificazione quotidiana, per farci pervenire i prodotti che fornisce alle cliniche e agli ospedali, così da sanificare la scuola".
Il lutto per la morte
Nel frattempo il commissario straordinario dell'Asp di Vibo Valentia, Angelo Vittorio Sestito, ha convocato una riunione d'urgenza con i vertici sanitari per fare luce su tutti i passaggi della vicenda. La notizia ha scosso profondamente la comunità dove viveva il piccolo. Il Comune si è stretto attorno alla famiglia con un messaggio di cordoglio ed è stata rinviata la presentazione di un libro in segno di lutto.
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