Caso Roggero, Salvini di nuovo nel carcere di Bollate. Meloni: “Pena sproporzionata”

Cronaca
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Il vicepremier, per il secondo giorno consecutivo, è andato nel carcere dove da venerdì è recluso Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato a 14 anni e 9 mesi per aver sparato e ucciso due rapinatori. Lega: “Petizione online per grazia ha superato 120mila adesioni”. Meloni: “Tutti dovrebbero farsi qualche domanda in più”. La moglie Mariangela Sandrone a Mattarella: “Gli chiedo un atto di clemenza e umanità”. Opposizioni all'attacco

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Continua a far discutere il caso di Mario Roggero, il gioielliere 72enne condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo. L'uomo è nel carcere di Bollate, dove sia ieri sia oggi ha ricevuto la visita del vicepremier Matteo Salvini. “La petizione online promossa dalla Lega per chiedere al presidente della Repubblica la concessione della grazia ha superato quota 120mila adesioni in poco più di tre giorni”, ha fatto sapere il partito in una nota. È intervenuta anche la premier Giorgia Meloni, che ha parlato di “problema di proporzionalità delle pene” e ha confermato di aver chiesto al ministro della Giustizia Carlo Nordio di andare avanti con l’iter per chiedere la grazia. Le opposizioni attaccano: “La destra ha scelto di trasformare una vicenda giudiziaria in una gara di propaganda sulla sicurezza”. Riguardo alla grazia, dalle pagine del quotidiano La Stampa, la moglie del gioielliere Mariangela Sandrone si è rivolta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Gli chiedo un atto di clemenza e di umanità, mio marito non è un giustiziere”, è il suo appello. L’avvocato della famiglia si dice “fiducioso per la grazia” ma avverte che “i tempi non saranno brevi”.

Le parole della moglie di Roggero

Mariangela Sandrone,, nell’intervista al giornale, dichiara: “Al presidente Mattarella mi rivolgo come moglie e come madre, con il massimo rispetto per il suo ruolo di capo dello Stato. Gli chiedo soltanto di guardare oltre le carte processuali, di considerare l'età di Mario, i traumi che ha subito e il fatto che non è un pericolo per la società. Gli chiedo un atto di clemenza e di umanità per permettere a un uomo anziano di trascorrere gli ultimi anni della sua vita insieme alla sua famiglia”. Poi aggiunge: "Mi sento sospesa in un incubo che è diventato realtà". E sottolinea che "Mario è un uomo profondamente legato alla sua famiglia, un lavoratore instancabile, un marito e un nonno premuroso. È una persona che ha sempre messo la protezione dei suoi cari al di sopra di tutto. Non è il 'giustiziere' che alcuni descrivono".

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Il precedente del 2005

La famiglia Roggero, attraverso i social, è tornata a parlare anche di quanto successo nel 2005: ci fu una lite tra il gioielliere e il fidanzato di una delle figlie, durante la quale l’uomo estrasse una pistola e minacciò anche i genitori del giovane. Per quest’episodio, Mario Roggero patteggiò nel 2007. In un post delle scorse ore, intitolato "Precisazione della famiglia Roggero sul precedente del 2005 e sulle falsità scritte in questi giorni", si legge che il gioielliere non fu “autore di una spedizione punitiva” ma “si trattò invece di istinto di protezione paterna” e si sottolinea che “si è trattato di un episodio che non ha il minimo collegamento con i fatti oggetto della condanna di oggi”.

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Meloni d’accordo con Nordio sulla richiesta della grazia

Del caso Roggero, che continua a dividere la politica, ha parlato anche la premier Giorgia Meloni. In un colloquio con il Corriere della Sera, ha dichiarato: "Chi è in grado di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest'uomo? A tutti coloro che lo fanno senza il beneficio del dubbio dico con serenità che sbagliano, perché tutti dovrebbero farsi qualche domanda in più”. Poi la premier ha aggiunto: "Ma siamo sicuri che in quel momento fosse capace di intendere? Siamo sicuri che esista un modo per misurare con l'orologio o con il codice in mano quando una minaccia è cessata o meno”. Secondo Meloni, inoltre, “c’è un problema di proporzionalità delle pene". E sulla richiesta della grazia, con il ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha avviato l’istruttoria e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che l’ha richiamato, la premier ha precisato: “Ma certo, gli ho detto io di andare avanti, bisogna chiamare le cose con il proprio nome, una cosa è il potere di concedere la grazia e nessuno ha mai messo in dubbio che questa prerogativa appartenga esclusivamente al Quirinale, ma ciò non vieta al Guardasigilli di istruire il procedimento".

Salvini di nuovo nel carcere di Bollate

Dell'intervento del Quirinale ha parlato anche Salvini: "Nessun incidente" col Colle su caso Roggero, ha assicurato il ministro su Radio24, "sappiamo benissimo chi ha il potere di concedere la grazia. Semplicemente nulla vieta di spingere, di sollecitare, di ragionare, di parlare, fatta salva la facoltà esclusiva del Colle di concedere la grazia". Il vicepremier, per il secondo giorno consecutivo, è andato nel carcere di Bollate dove da venerdì è recluso Roggero. Dopo l'incontro di sabato durato circa un'ora e mezza, il leader della Lega anche oggi ha parlato a lungo con il gioielliere. Secondo l'Ansa, i due si sarebbero abbracciatim avrebbero preso un caffè e Salvini avrebbe rinnovato a Roggero il proprio sostegno e la disponibilità a tornare a trovarlo. Gli ha anche suggerito di scrivere tutto, per raccogliere in un libro la sua esperienza. Il leader del Carroccio gli ha anche fatto sapere che sta parlando con le due parlamentari della Lega Giulia Bongiorno e Simonetta Matone per offrirgli tutto il supporto per fare sì che resti in carcere meno tempo possibile.

Salvini: "Non merita 14 anni di carcere"

"Un uomo onesto che ha sempre lavorato, che ha sempre rispettato il prossimo, che non ha mai commesso un reato e non si merita 14 anni di reclusione. Lavoriamo affinché trascorra in carcere il minor tempo possibile", ha aggiunto in giornata Salvini.

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Scontro tra maggioranza e opposizione

Sulla grazia a Mario Roggero, intanto, continua lo scontro tra maggioranza e opposizione. Quest’ultime parlano di “gara di propaganda” sulla sicurezza. 'Forse anche per archiviare le difficoltà e le divisioni emerse sulla legge elettorale, assistiamo a una rincorsa che non ha nulla a che vedere con la tutela dei cittadini, ma solo con la ricerca di consenso a destra", ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera. Le opposizioni, inoltre, puntano il dito contro la trasformazione di un “dramma umano e giudiziario in un'operazione di propaganda”, con il socialista Enzo Maraio che ricorda come la grazia “non sia uno strumento per correggere una sentenza definitiva né può essere evocata come risposta a una campagna di pressione sull'opinione pubblica o sulle istituzioni”. Una linea condivisa anche da Giuseppe Conte, che ha sottolineato: un'eventuale candidatura del gioielliere sarebbe nel caso "una decisione politica". La destra, ha aggiunto il leader del M5S, "sta facendo sciacallaggio sul caso del gioielliere dove non c'entra nulla la legittima difesa. In realtà qui si sfornano decreti sicurezza su decreti per coprire il fallimento del governo sulla sicurezza”. Di diverso avviso Roberto Vannacci. “Se io sono a casa mia, se sono per la strada e qualcuno mi aggredisce, la difesa deve essere sempre legittima”, ha dichiarato il leader di Futuro nazionale.

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