Il gioielliere, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori, si trova in una sezione dell'istituto penitenziario di Bollate definita "a regime ordinario". I suoi legali: "Il giudice può ordinare la scarcerazione immediata"
Prime ore di carcere per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni detenuto nel carcere milanese di Bollate per una condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori. Si trova in una sezione della struttura che viene definita "a regime ordinario". "È molto provato. Dopo essere entrato ha pianto", spiegano alcune fonti.
I legali: "Il giudice può ordinare la scarcerazione immediata"
L'avvocato Sergio Novani, che con Stefano Marcolini dirige il collegio difensivo, ha chiarito "un punto cruciale sotto il profilo procedurale. L'istanza di differimento della pena e la richiesta di sospensione urgente sono state formalmente depositate presso la cancelleria del Magistrato e del Tribunale di Sorveglianza di Torino prima che Roggero varcasse la soglia del carcere. Questo dato temporale è fondamentale". Come sottolinea Novani, "l'ingresso in istituto, avvenuto solo alcune ore dopo il deposito della domanda, non cancella affatto l'azione della difesa né tantomeno priva il giudice del suo potere-dovere di pronunciarsi, potendo emanare in ogni momento un decreto d'urgenza per ordinare l'immediata scarcerazione di Roggero ed il differimento dell'esecuzione della pena". E ancora: "La reclusione iniziata in queste ore non fa di certo venir meno l'interesse di Roggero ma, anzi, ne accentua l'urgenza umanitaria. A costo di apparire ripetitivo, non posso non sottolineare che, se la maggioranza avesse approvato a suo tempo l'emendamento sulla legittima difesa proposto da Futuro Nazionale, oggi non ci troveremmo in questa drammatica situazione e Mario Roggero non avrebbe mai varcato la soglia del carcere. Nondimeno, confidiamo che la magistratura torinese esamini l'atto in tempi strettissimi, restituendo un uomo anziano e profondamente logorato alla dignità del proprio domicilio in attesa della decisione finale del Presidente della Repubblica".
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Si è detto "pentito" ma convinto di aver subìto "un'ingiustizia". Prima di oltrepassare la soglia del carcere di Bollate, Roggero ha parlato con i giornalisti e ha chiamato in causa il Quirinale. "Mattarella ha concesso la grazia a uno scafista e a Nicole Minetti, si metta una mano sulla coscienza", ha detto il gioielliere. I suoi legali avevano chiesto il rinvio della carcerazione, mentre la moglie ha fatto istanza di grazia. In proposito, il ministero della Giustizia ha smentito le voci secondo cui Carlo Nordio aveva avviato l'iter per la richiesta della grazia, in coordinamento con la Procura Generale della Corte d'Appello di Torino.