Sono passati dieci anni dal disastro ferroviario sulla tratta Andria-Corato, dove lo scontro frontale tra due treni provocò la morte di 23 persone e il ferimento di altre 51. "Una tragedia inammissibile", la definì allora il capo dello Stato Sergio Mattarella, che torna ad Andria per il decennale della strage
"L'11 SETTEMBRE DELLA PUGLIA"
- Dodici luglio 2016. Ore 11.07. "È stato il nostro undici settembre. Voi ve ne dimenticherete presto, noi non lo dimenticheremo mai", furono le parole di un viaggiatore. A dieci anni di distanza, il dolore e le immagini di quegli istanti sono ancora vivi nella memoria collettiva. Lo scontro frontale tra due treni sulla tratta Andria-Corato, allora a binario unico, sbriciolò letteralmente i convogli, spezzando la vita di 23 tra studenti, pendolari e lavoratori e lasciando altre 51 persone ferite.
LE IMMAGINI DELL'INCIDENTE
- Il racconto della tragedia è racchiuso in un'immagine: le lamiere accartocciate tra gli ulivi, i pezzi dei convogli volati per decine di metri nei campi ai lati dei binari. Poi sangue. E urla di disperazione. "Una scena spaventosa, allucinante - raccontò uno dei primi soccorritori giunti sul posto - ho visto persone morte, altre che chiedevano aiuto, persone che piangevano. La scena più brutta della mia vita".
I SOCCORSI
- Con il passare delle ore il bilancio si aggravò, fino a raggiungere 23 vittime. Tra loro ci fu anche l'agricoltore Giuseppe Acquaviva. Stava potando un ulivo di sua proprietà nelle immediate vicinanze del luogo dello scontro quando fu colpito dai rottami dei treni. Le operazioni di soccorso furono rese particolarmente difficili dall'assenza di una strada di accesso all'area dell'incidente: venne allestito un ospedale da campo e alcuni feriti furono trasferiti in elicottero negli ospedali della zona.
LA SOLIDARIETÀ
- Le autorità sanitarie lanciarono un appello a donare il sangue, che è stato raccolto nei presidi trasfusionali della Puglia. Da tutto il Paese si mise in moto la macchina dei soccorsi e della solidarietà: vennero dedicate partite di calcio e concerti, mentre numerosi artisti promossero la raccolta di sangue per i feriti. "Sangue sulla mia terra - scrisse in un tweet il cantante Biagio Antonacci - Onore a chi farà luce e poi giustizia. Onore a chi ha donato".
LE INDAGINI E LE CONDANNE
- Mentre proseguivano i soccorsi, la Procura di Trani avviò l'indagine per accertare le responsabilità dell'incidente. In 16 finirono a processo. Qualche mese fa la Corte d'Appello di Bari ha confermato le sole condanne per il capostazione di Andria, che diede telefonicamente il via libera alla partenza del treno da Corato, e per il capotreno che autorizzò la partenza da Andria senza attendere l'arrivo del convoglio proveniente in senso opposto.
LE ALTRE PERSONE COINVOLTE
- L'altro capotreno morì nello schianto insieme ai due macchinisti. Per i giudici si trattò di un "errore umano". Assolti tutti gli altri imputati, compresi la società Ferrotramviaria e i suoi dirigenti, come già stabilito in primo grado.
LA LINEA E IL RICORDO
- La linea rimase chiusa per anni. I lavori per il raddoppio, attesi da tempo, iniziarono solo dopo la tragedia e si conclusero nel 2023. Si è così concluso, seppur con ritardo, anche il percorso di messa in sicurezza della tratta. La Puglia, però, non dimentica: il 12 luglio è stato istituito come Giornata in ricordo delle 23 vittime dell'incidente ferroviario, una ricorrenza che, come ha detto il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, "ha segnato per sempre la storia di questa terra".
IL PROGRAMMA DELLA COMMEMORAZIONE
- La cerimonia per ricordare il decimo anniversario della strage prende il via alle 10.55 con l'arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel piazzale della stazione di Andria. Il programma prevede la deposizione di una corona di fiori davanti alla stele commemorativa. Alle 11.05, l'ora dell'impatto, un minuto di silenzio, seguito da 23 rintocchi di campana e dalla lettura dei nomi delle vittime. Intervengono anche Decaro e la sindaca di Andria, Giovanna Bruno.
BRUNO: "DA QUELLA LACERAZIONE VOGLIAMO RIUNIRE LE COMUNITÀ"
- "Ci sarà la partecipazione, oltre che dei familiari delle vittime e dei feriti, di tutti i Comuni che sono stati in qualche modo toccati da questa tragedia. Arriveranno anche dalla Lombardia e dal Veneto", spiega Bruno. L'obiettivo è creare una rete tra le comunità coinvolte: "Quello che un tracciato ferroviario dovrebbe unire è diventato il punto di lacerazione e da quel punto vogliamo ripartire".
L'INVITO A MATTARELLA
- Bruno ricorda di aver scritto al presidente della Repubblica lo scorso gennaio per invitarlo alle commemorazioni del decennale. "La sua vicinanza dieci anni fa è stata importante per la città, per il territorio, per la regione e per il Paese intero. Ha accolto l'invito e quindi Andria diventa un po' città della memoria".