È scomparsa a Milano Matilde "Mity" Simonetto, tra le prime consulenti d'immagine in Italia. Dal 1992 al 2010 ha curato la comunicazione pubblica di Silvio Berlusconi, dagli spot della discesa in campo del 1994 fino agli ultimi anni di attività politica del Cavaliere. I funerali si terranno mercoledì 8 luglio alle 15 nella chiesa di San Camillo, a Milano
È morta a Milano Matilde "Mity" Simonetto, per vent'anni responsabile dell'immagine e della comunicazione di Silvio Berlusconi. Ad annunciarne la scomparsa è stata la famiglia, che l'ha ricordata come una professionista che ha affiancato il fondatore di Forza Italia "con passione, eleganza e discrezione" nei suoi ruoli imprenditoriali, istituzionali e politici. I funerali si terranno mercoledì 8 luglio alle 15 nella chiesa di San Camillo, nel capoluogo lombardo.
Un mestiere costruito da zero
Simonetto è stata tra le prime consulenti d'immagine in Italia, in un'epoca in cui la figura non esisteva ancora nel panorama politico e istituzionale del Paese. Entrata in Mediaset nel 1982, ha lavorato al fianco di Berlusconi dal 1992 al 2010, occupandosi di tutto ciò che riguardava la resa pubblica del Cavaliere: la scelta degli abiti, l'ambientazione dei servizi fotografici, la regia delle convention, le luci, i filtri, gli oggetti sui set. La famiglia, nella nota di commiato, ne ha sottolineato "serietà, energia, riservatezza e rigore professionale".
Gli spot del 1994 e la discesa in campo
Il lavoro di Simonetto ha accompagnato alcuni dei momenti più iconici della parabola pubblica di Berlusconi, a partire dagli spot elettorali girati nel 1994 a Villa Macherio, in Brianza, per la discesa in campo. Le riprese, secondo il racconto che la stessa Simonetto ha lasciato negli anni, si svolgevano all'alba per conciliarsi con gli impegni del leader. Fu lei a curare la scenografia degli interni, comprese le fotografie di famiglia sistemate alle spalle del Cavaliere.
La "leggenda" del collant sull'obiettivo
Intorno al suo lavoro sono nati aneddoti diventati parte dell'immaginario politico italiano, come quello del collant applicato sull'obiettivo della telecamera per attenuare le rughe sul volto di Berlusconi: una circostanza che Simonetto ha sempre smentito, definendola una "leggenda". Sua era anche la mediazione con i fotografi quando c'erano immagini da tenere fuori dai giornali, dalle foto rubate a Porto Cervo agli scatti che riguardavano i familiari del leader.
"Rifarei tutto"
In un'intervista rilasciata a Oggi nel 2023, Simonetto aveva ripercorso senza rimpianti il proprio percorso professionale accanto a Berlusconi, definito "il dottore": "Rifarei tutto, è stata ed è ancora una bellissima avventura, sempre di corsa, sempre senza fiato". Nella stessa conversazione aveva confermato di avere tredici televisori in casa, per non perdere alcun programma. L'unico disaccordo con il Cavaliere, aveva raccontato, riguardava l'uso eccessivo della cipria anti-lucido.