Attentato Ranucci, indagato Lavitola: è uno dei presunti mandanti

Cronaca
Ipa/Ansa

L'imprenditore ed ex giornalista-editore è stato oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati su mandato dei pm della Dda. Acquisiti cellulare e pc. Con lui indagata un'altra persona oltre ai quattro già arrestati

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L'imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola è indagato con un'altra parsona nel procedimento sull'attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto nell'ottobre scorso a Roma. In base a quanto si apprende, Lavitola è stato oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati su mandato dei pm della Dda. Secondo gli elementi raccolti, l'imprenditore - già in passato coinvolto in varie vicende giudiziarie - sarebbe uno dei mandante dell'attentato. Secondo quanto ricostruito da inquirenti e investigatori e riportato da AGI, Lavitola avrebbe parlato con un'altra persona, anch'essa indagata, che poi avrebbe richiesto ai quattro arrestati di porre in essere l'attentato nei confronti del giornalista di Report avvenuto, nell'ottobre scorso, a Roma. 

dal metodo mafioso. Acquisiti cellulare e pc di Lavitola

Nel corso della perquisizione gli inquirenti hanno acquisito il cellulare e il pc. Sul movente è ancora in corso l'indagine: martedì sono state arrestate tra Napoli e Avellino quattro persone: Pellegrino D'Avino e sua moglie Marika De Filippi, quest'ultima ai domiciliari, Saverio Mutone e Antonio Passariello, ritenuto uno dei capi del gruppo. Per il procuratore Francesco Lo Voi e i pm Carlo Villani (ora procuratore a Velletri) ed Edoardo De Santis la banda è l'autrice materiale dell'azione dinamitarda. A Lavitola, l'altro sospetto mandante e ai quattro è contestata in concorso la detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso.

Gli elementi contro i quattro arrestati

Sui quattro arrestati gravano, secondo il giudice, "elementi gravi, precisi e concordanti" a ritenere che "abbiano preso parte all'azione criminosa e abbiano offerto, ognuno con un ruolo specifico e determinato, un contributo rilevante alla commissione dei reati", messi in atto in cambio di denaro. Secondo quanto riportato nelle carte, D'Avino "ha preso contatti con un soggetto terzo, evidentemente il mandante o colui che parlava per suo conto". Quest'ultimo si è "reso disponibile a garantire un temporaneo allontanamento dal territorio in favore degli esecutori dell'attentato" garantendo "risorse economiche, strumenti di pagamento ricaricabili e modalità operative idonee ad eludere eventuali attività investigative". 

Chi è Valter Lavitola

Imprenditore, ex giornalista ed ex faccendiere, Lavitola è stato l'editore e il direttore del quotidiano L'Avanti! tra il 1996 e il 2011. Nel corso degli anni ha accumulato diverse condanne e periodi di detenzione. È stato condannato in via definitiva per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. Ha subito condanne anche per aver percepito indebitamente fondi statali destinati al finanziamento del suo giornale e pubblicò sul suo giornale il documento sulla casa di Montecarlo che colpì Gianfranco Fini (allora presidente della Camera).

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