Sorelle scomparse a L'Aquila, spunta l’ipotesi del rapimento. La mamma: “Tornate”

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“Tutto si sistema”, è l’appello della madre di Alisya e Sarah Di Giacinto, 16 e 12 anni, scomparse da una settimana dalla Comunità educativa Ofh Hope di Civitella Alfedena. "Da quando non ho più vostre notizie, ogni giorno che passa è pieno di preoccupazioni, ma anche di speranza, quella di potervi riabbracciare al più presto", prosegue l'audio che la donna ha consegnato al legale Enrico Mastantuono per essere diffuso. La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori

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È il sesto giorno di ricerche per Alisya Di Giacinto, 16 anni, e la sorella Sarah, 12, scomparse lo scorso sabato 6 giugno dalla Comunità educativa Ofh Hope di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila, dove erano ospiti dal 2024. Mentre i vigili del fuoco, con droni e cani da mantrailing, proseguono le ricerche nelle aree boschive e intorno al lago di Barrea, si fa largo l’idea che possa essersi trattato di un rapimento. Gli investigatori, per il momento, tengono aperte tutte le ipotesi e la procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori. Alla madre delle ragazze, la cui abitazione è stata perquisita, era stata revocata la potestà genitoriale mentre il padre da maggio aveva ottenuto nuovamente la responsabilità e avviato un percorso di riavvicinamento. Le sorelle, però, non volevano tornare con lui come dimostrerebbero anche alcune lettere scritte dalle due minori. L'uomo sette anni fa era stato allontanato da casa dopo un procedimento per maltrattamenti in famiglia, ma alla fine del processo era stato assolto.

L'appello della madre: "Ricordatevi che vi voglio un mondo di bene"

La mamma di Alisya e Sarah, Valentina D'Acunto, intanto ha lanciato un nuovo appello: "Chiedo solo che Alisya e Sarah vengano ritrovate", ribadendo di vivere giornate cariche di preoccupazione ma anche di speranza. "Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordate che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme. Mamma vi aspetta". Sono le parole dell'audio inviato dalla donna al suo legale, Enrico Mastantuono, e poi diffuso ai media. "Sarah, Alisya, amori miei, se state ascoltando queste parole vi prego di sapere che la cosa più importante per me è sapere che state bene. Da quando non ho più vostre notizie, ogni giorno che passa è pieno di preoccupazioni, ma anche di speranza, quella di potervi riabbracciare al più presto", prosegue la registrazione. "Ricordatevi che vi voglio un mondo di bene, che siete la mia vita. Vi prego, tornate, mettetevi in contatto con noi, fateci sapere che state bene".

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Le perquisizioni nella casa famiglia

Gli investigatori hanno ascoltato il fidanzato di Alisya, anche lui sedicenne, che ha risposto a tutte le domande dei militari. Il ragazzo ha riferito che nell’ultimo periodo qualcosa in lei sembrava cambiato: "Era come se avesse qualcosa dentro che voleva dirmi, ma non riusciva a farlo. Hanno paura del buio". Le ricerche, attivate dalla Prefettura, si estendono a tutto il territorio nazionale, con l'impiego anche di unità cinofile. All'interno della struttura, risultata priva di sistemi di videosorveglianza e di allarme, sono state eseguite diverse perquisizioni: a lungo ispezionate la stanza delle due sorelle e gli spazi comuni.

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La garante per l'infanzia visita la struttura di Civitella Alfedena

"Lancio un appello alle ragazze affinché tornino a casa. Qualsiasi problema si può risolvere, qualsiasi criticità alla base dell'allontanamento può essere gestita serenamente. Siamo tutti in attesa del loro ritorno. Rivolgo il medesimo invito a chi, eventualmente, le sta aiutando a nascondersi". Lo ha dichiarato all'ANSA l'avvocata Alessandra De Febis, garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Abruzzo, a proposito della vicenda di Sarah e Alisya. Tra i compiti della garante rientra infatti la vigilanza sull'assistenza ai minori ospitati nelle strutture educative e assistenziali. De Febis si è confrontata con i responsabili della comunità e ha parlato anche con gli altri ospiti; sulla vicenda ha avuto contatti pure con l'associazione Penelope, che si occupa di persone scomparse.

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