A sedici anni dalla morte di un uomo deceduto a Guastalla nel 2009, nessun erede si è fatto avanti. Il giudice tutelare del tribunale di Modena ha così dichiarato vacante l'eredità e disposto il passaggio automatico di tutto il patrimonio allo Stato, come previsto dal codice civile. E non è un caso isolato, i beni ereditati in questo modo dallo Stato è superiore agli 8 miliardi
Un patrimonio rimasto senza padroni per oltre un decennio finisce nelle casse dello Stato. È quanto stabilito da una recente decisione del giudice tutelare del tribunale di Modena, Daniela Di Girolamo, relativa ai beni di un uomo morto a Guastalla il 31 marzo 2009 e privo di eredi. Letta e condivisa la memoria del curatore nominato in precedenza, il magistrato ha disposto che l'intera eredità venga devoluta allo Stato. E non è un caso isolato visto che è stato calcolato che seguendo la stessa procedura lo Stato ha "ereditato" un patrimonio di almeno 8 miliardi. Ed è un mercato che entro il 2040 potrebbe arrivare a superare i 40 miliardi.
La prescrizione dopo dieci anni
Il nodo è il tempo trascorso. Poiché in sedici anni nessuno si è presentato per rivendicare i beni, il diritto di accettare l'eredità risulta ormai prescritto per tutti i cosiddetti "chiamati", cioè gli aventi diritto. Lo prevede l'articolo 480 del codice civile, secondo cui la facoltà di accettare un'eredità decade trascorsi dieci anni dall'apertura della successione, termine che di norma coincide con la data del decesso.
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Perché i beni passano allo Stato
In assenza di successori testamentari o legittimi in grado di accettare, il giudice ha rilevato che l'eredità non poteva restare in stato di giacenza ma andava qualificata come "vacante". In questi casi interviene l'articolo 586 del codice civile, che stabilisce la devoluzione allo Stato quando mancano eredi testamentari o legittimi, inclusi i parenti fino al sesto grado. Il magistrato ha quindi dichiarato cessata la giacenza e ordinato il trasferimento di tutti i beni allo Stato, revocando al tempo stesso la nomina del curatore: l'acquisizione, infatti, avviene in modo automatico.
Un fenomeno in crescita tra denatalità e invecchiamento
Il caso modenese si inserisce in una tendenza dai numeri rilevanti. Le eredità vacanti acquisite dallo Stato valgono oggi circa 8 miliardi di euro, una cifra che entro il 2040 potrebbe superare gli 80 miliardi, spinta da due fattori: l'invecchiamento della popolazione e il calo delle nascite. A pesare è anche la scarsa diffusione del testamento. Quando, come a Modena, dopo dieci anni nessuno si fa avanti come erede legittimo, l'intero patrimonio passa di diritto allo Stato, che può poi disporne senza vincoli particolari di destinazione.