Docenti aggrediti a Parma, 3 studenti sospesi per 30 giorni. Uno dei prof: non li denuncio

Cronaca

L'episodio è avvenuto lo scorso giovedì 21 maggio nella città emiliana. Uno dei docenti aggrediti al Corriere della Sera: "Non li denuncio perché è più educativo così, anche se in questura mi hanno quasi implorato di procedere"

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Sono stati sospesi per trenta giorni tre studenti protagonisti dell'aggressione a due docenti, nei giorni scorsi a Parma, in un parco vicino ad una scuola superiore. L'aggressione era stata ripresa da un video, diffuso sui social. 

"Non li denuncio"

Uno degli insegnanti parla in un'intervista al Corriere: "Ho passato due ore in questura dove hanno cercato di convincermi a denunciare quei ragazzi. Mi hanno quasi implorato di farlo e li comprendo, perché loro hanno comunque lavorato al caso e quindi buttano via un paio di giorni di lavoro. Fanno il loro dovere ma io l’ho detto e lo ripeto: nessuna denuncia, perché non considero un’aggressione quella che si vede nel video e io non ho subito alcun danno. Piuttosto considero il mio non denunciare un intervento educativo". "La querela di parte io per principio non la faccio perché è una cosa sbagliata", aggiunge il professore di Sistemi e Reti dell’Itis di Parma63enne che insegna dal 1985. "Uno Stato deve sapere quando agire, non deve delegare i cittadini. Dopodiché questi ragazzi hanno già verificato sulla propria pelle che se si comportano male c’è una reazione che non possono evitare. La mia reazione a questa storia è il massimo che come insegnante io possa fare, con ragazzi adolescenti in quelle condizioni, per non voltarmi dall’altra parte".

"Non è stata un'aggressione"

Secondo il professore, "l’aggressione c’è fra due entità che non si conoscono quando una delle due non conosce la ragione per cui viene aggredito - aggiunge il docente al Corriere -. In questo caso le due entità si conoscono e sanno esattamente qual è il motivo per cui questo confronto degenera in lite". Poi il docente commenta duramente le parole del ministro dell'Istruzione Valditara, che in sostanza aveva detto: basta con le aggressioni e il giustificazionismo: "Penso che le sue parole siano quelle di una persona incompetente. Questo signore si è permesso di dire che l’umiliazione dello studente è una pratica consigliabile che rafforza il carattere. Chi si permette di dire una sciocchezza così grande secondo me sì, è una persona incompetente".

 

La dinamica

Secondo quanto raccontato al Corriere il docente precisa che "io non sono stato nemmeno toccato, il mio collega quando ha visto che si muovevano contro di me ne ha preso uno e lo ha tenuto a terra. Tutto è iniziato quando la mattina ho visto un ragazzo fuori dalla scuola che scagliava con un calcio una lattina contro un’auto e l’ho rimproverato: non è un mio studente, ma della scuola. Poi sono andato in classe e ho fatto lezione. Alle 15 uscivo da scuola con il mio collega e il ragazzo era lì con altri 5-6 che non conosco. Vedendolo gli ho chiesto: ha bisogno di altre spiegazioni? Mi riferivo all’episodio della lattina, ovviamente. Ha risposto che le spiegazioni me le avrebbe date lui con i suo amici".

"È l’atteggiamento di un ragazzo con le idee confuse e anche poco intelligente, come può essere un adolescente di 16 anni", precisa poi il prof che racconta come si è conclusa la vicenda: "Io gli dico: faccia quello che vuole ma non qui davanti alla scuola. Lui e i suo amici urlano un po’, mi seguono, entriamo nel parco prospiciente la scuola, io tento di spiegargli le stesse cose che gli avevo già detto al mattino. Da lì in poi fa fede il video...".

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