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Garlasco, legali Sempio: “Soliloqui non hanno natura confessoria”. Depositate consulenze

Cronaca
©Ansa

Per Liborio Cataliotti, avvocato del 38enne accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, i discorsi di Sempio tra sé e sé intercettati in auto “non contenevano alcuna novità rispetto ai commenti degli utenti dei podcast e delle trasmissioni". I legali nel pomeriggio consegneranno ai pm alcune consulenze tra cui quella sull’impronta 33 e quella antropometrica in quanto, per i legali, “il piede di Sempio non è compatibile per larghezza con le impronte”

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"I soliloqui di Andrea Sempio non hanno alcuna natura confessoria”. Questa la convinzione dei legali del 38enne accusato dell’omicidio di Chiara Poggi. L'avvocato Liborio Cataliotti, uno dei difensori di Sempio, nel pomeriggio depositerà ai pm le consulenze richieste sul suo assistito, documenti con i quali i legali della difesa sperano di riuscire a smontare le tesi degli inquirenti che hanno portato a ritenere Andrea Sempio unico killer della giovane di Garlasco. I soliloqui, ovvero le intercettazioni in auto di Sempio che sembra ripercorrere tra sé e sé momenti precedenti all’assassinio, secondo l’avvocato Cataliotti “non contenevano alcuna novità rispetto ai commenti degli utenti dei podcast e delle trasmissioni".

Oggi consulenze ai pm

Gli atti con le consulenze che saranno consegnati oggi ai pm includono gli esiti degli accertamenti medico-legali, sulle cause e il tempo della morte di Chiara e antropometrici sulle impronte “perché noi - sottolinea il legale - riteniamo che il piede di Sempio non sia compatibile per larghezza con le impronte”. Altre consulenze riguardano “l'impronta 33 e una memoria con allegati volti a contestualizzare i soliloqui di Andrea e a renderli spiegabili". Non sarà invece depositata la relazione personologica. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, infatti, ritengono non sia utilizzabile come prova la consulenza delegata dai pm ai carabinieri del Racis (coloro che coordinano e supervisionano le attività di polizia scientifica e di indagine forense) con la quale è stato tracciato un ritratto della personalità del loro assistito. Per questo i legali hanno deciso di non consegnare la perizia personologica fino a quando quella del Racis non avrà valore probatorio.

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Consulente: “Su scarpa ci siano basati su misure reali”

In merito all’impronta della scarpa, maggiori dettagli li ha forniti all'AGI Armando Palmegiani, il consulente che ha firmato l'elaborato depositato dai legali ai pm. "Siamo usciti dalla logica del numero di scarpa, non conta il numero - ha spiegato l’esperto - Ci siamo basati sulle misure reali e la larghezza della pianta di Sempio supera quella della suola a pallini impressa nel sangue". E ha sottolineato: "La forza della nostra consulenza è che è basata sui dati forniti dalla Procura. Chiederemo una perizia quando sarà il momento".

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