In un'intervista a Il Resto del Carlino, il ministro dell'Interno ha ribadito che le immagini dell'investimento compiuto dal 31enne Salim El Koundri destano impressione e impogono una riflessione seria. Il titolare del Viminale richiama la necessità di rafforzare i presidi di salute mentale e di sostenere i servizi nei contesti sociali più fragili. Sul caso è tornato stamattina anche il vicepremier, che definisce "ancora più grave" il fatto che l'autore dell'attacco sia cittadino italiano
"Abbiamo visto immagini che ci interrogano, destano impressione, ci obbligano a fermarci e a riflettere. Ma anche l'orgoglio per la reazione dei cittadini, per il comportamento corale di forze dell'ordine e soccorsi", a dirlo in un'intervista a Il Resto del Carlino è il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, parlando dei fatti di Modena, in cui il 31enne Salim El Koundri ha investito oltre una decina di passanti, ferendone gravemente quattro. Il ministro afferma di avere "due consapevolezze: se tutto sarà confermato, il sistema antiterrorismo non ha rivelato falle; c'è invece un tema vero e serio di disagio sociale che richiede un rafforzamento dei presidi di sicurezza in relazione alla salute mentale". Sul conferimento di un riconoscimento a chi è intervenuto, Piantedosi fa sapere che faranno "sicuramente una ricognizione precisa" e hanno "già raccolto testimonianze e storie". Quanto al tema dei rimpatri e della remigrazione: "Stiamo lavorando ai rimpatri degli stranieri che delinquono, ma - precisa - qui stiamo parlando di un cittadino italiano. Condivido l'attenzione del vicepremier Matteo Salvini per una gestione più sostenibile dell'immigrazione, ma qui è un'altra cosa, stiamo parlando di altro". Il disagio psichiatrico "è una componente molto evidente, questo a prescindere da tutto quanto potranno stabilire gli inquirenti". Piantedosi sottolinea poi che "il disagio mentale cresce in contesti sociali difficili e a volte si riflette sulla sfera criminale: per questo è fondamentale l'azione del governo e delle forze dell'ordine". Inoltre, "bisogna anche riflettere su come dare maggiore supporto ai servizi di salute mentale e anche su cosa accade quando una persona si rivolge alle cure e poi smette di farlo". Sulla sicurezza delle città, "per noi è uno dei primi temi ma, nel caso di Modena, mi sento di dire - risponde il ministro - che non è un tema di varchi o sicurezza. La tragedia avrebbe potuto avvenire ovunque". (SEGUI LA LIVE PER TUTTI GLI AGGIORNAMENTI)
Salvini: "Il fatto che sia italiano rende tutto ancora più grave"
Sulla vicenda è intervenuto ancora una volta il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che a 24 Mattino su Radio24, ha definito "ancora più grave" il fatto che Salim El Koudri sia italiano "peggio mi sento", "se va in giro col coltello in macchina, falcia la gente a 100 all'ora in centro a Modena e scrive bastardi cristiani e inneggia ad Allah in arabo su profili chiusi da Facebook (e ce ne vuole di impegno per Facebook per chiudere i profili) evidentemente ancora è più grave. Nel senso che non era un disadattato che viveva sotto un ponte isolato dal resto del mondo addirittura laureato".
Vertice sulla sicurezza in prefettura a Modena
Ieri, alla prefettura di Modena, si è svolto un vertice sulla sicurezza alla presenza del ministro Piantedosi e del Capo della Polizia Vittorio Pisani. I due sono arrivati in viale Martiri della Libertà, a poche centinaia di metri dal luogo degli avvenimenti. Al vertice hanno partecipato, oltre al prefetto Fabrizia Triolo, anche il sindaco Massimo Mezzetti e il presidente della Regione Michele de Pascale.
"Reazione corale dei cittadini e delle istituzioni"
All'uscita dalla prefettura dove, il ministro ha elogiato la "reazione corale ed efficace dei cittadini in primis, ma delle istituzioni tutti insieme". "Non c'è stato poliziotto, operatore sanitario o non so chi altri che non abbia saputo dimostrare in una circostanza del genere, tragica e complicatissima, una capacità di reazione di cui in qualche modo possiamo essere orgogliosi", ha aggiunto.
"La pista terroristica non emerge"
Piantedosi ha spiegato che nelle prime ore "eravamo e siamo ancora un po' preoccupati per la giusta collocazione del fatto" sapendo che se si fosse trattato di terrorismo "avremmo preso consapevolezza che per la prima volta ci era sfuggito qualcosa nel sistema di prevenzione". "Al momento, ma poi saranno ulteriori accertamenti a dirlo - ha precisato - sembra di fatto che sia collocabile soprattutto in una situazione di disagio psichiatrico. Questo non cambia la tragicità dei fatti, anzi per certi versi ci preoccupa, ma registrare che non c'entra nulla e che ci è
sfuggito nulla dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo, ci
conforta". Il ministro ha comunque invitato a "lasciare lavorare gli inquirenti", ribadendo che la componente psichiatrica appare "molto evidente".
"Visita doverosa per testimoniare vicinanza dello Stato"
Piantedosi ha definito la sua presenza a Modena "doverosa", per testimoniare la vicinanza del governo a una città che "in una situazione così tragica ha dimostrato anche una capacità di reagire". Il ministro ha rimarcato che "un intervento corale delle istituzioni ha sicuramente contribuito a limitare i danni, seppur nella situazione molto complicata".