Da Cacciari e altri 60 prof appello contro tagli alla filosofia nei programmi dei licei
CronacaUna sessantina di docenti universitari tra cui l’ex sindaco filosofo di Venezia, firmano una petizione in cui si contests l’esclusione dalla bozza di riforma di autori del calibro di Spinoza e Marx, Fichte e Shelling. I firmatari parlano di "polpetta avvelenata al mondo della scuola, ai docenti e, soprattutto, alle nuove generazioni"
Dopo gli appelli in difesa di Alessandro Manzoni, arriva una petizione in difesa della filosofia. Fra i primi firmatari - oltre sessanta docenti ed ex docenti universitari e qualche professore di liceo - spicca il nome di Massimo Cacciari, l'ex sindaco-filosofo di Venezia, già docente a Ca' Foscari e poi preside della facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
La petizione
Gli autori della petizione contestano il fatto che le nuove linee guida del ministero escludano dalla lista degli autori da studiare nei licei Spinoza, Leibniz e Marx; non risolvono il vulnus (già presente nelle indicazioni precedenti) che indica di studiare “almeno uno” tra Hobbes, Locke e Rousseau, suggerendo implicitamente di non approfondire le diverse opzioni che hanno determinato niente di meno che la costituzione della razionalità politica moderna; limitano lo studio di un autore decisivo come Kant alla sola “idea (sic!) di critica”, rimaneggiando profondamente lo studio del criticismo in tutti i suoi aspetti (non ultimi quelli morali e storico-politici); ignorano Fichte e Schelling, dunque la stessa filosofia classica tedesca, sradicandola dal panorama del pensiero moderno.
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"Una polpetta avvelenata al mondo della scuola"
La petizione continua con delle accuse ben precise: "Pare evidente che la composizione – quantomeno bizzarra – di questa lista sconti più di un debito nei confronti di quel fantasioso progetto di “egemonia culturale” che un governo in ritirata tenta di lasciare, a legislatura quasi conclusa, come polpetta avvelenata al mondo della scuola, ai docenti e, soprattutto, alle nuove generazioni. Ma c’è di più. La montagna ha partorito il topolino anche perché la proposta Valditara è l’esito di consultazioni che hanno coinvolto un numero limitatissimo di esperti, nominati – secondo logiche non del tutto perspicue, peraltro – dal Ministero. Nessuna vera discussione – che avrebbe dovuto essere ampia e diffusa – ne ha accompagnato la genesi. Un metodo verticistico per un risultato regressivo".
Il "dilettantismo"
Alla fine gli autori della petizione dichiarano: "Desta sconcerto, peraltro, il dilettantismo con il quale si tenta di dare soluzione al problema, pure da più parti sentito e riconosciuto, di uno studio meno impressionistico del “secolo breve”, spesso sacrificato da programmi scolastici incapaci di ricomprenderlo (quantomeno nei suoi tratti caratterizzanti e decisivi): le nuove linee guida riescono nella non facile impresa di peggiorare anche questa situazione, poiché la malcelata fretta di spingere l’insegnamento della filosofia sino al ventunesimo secolo – che ben si accorda con la provinciale attitudine a nominare di sfuggita temi “alla moda” che però non vengono adeguatamente svolti – è raggiunta a discapito dell’approfondimento del diciannovesimo e soprattutto del ventesimo secolo. Quest’ultimo, fino ad oggi praticamente dimenticato, verrebbe ora incomprensibilmente compresso in favore di uno sguardo approssimativo sulla più stringente attualità".