Licenzia impiegata che rifiuta sue avances, medico condannato a risarcirla con 50mila euro
CronacaL’uomo, medico di Trento, regalava alla giovane impiegata fiori, un diamante da 14mila euro e biglietti continui sulla scrivania al lavoro e sulla macchina. A maggio dello scorso anno la donna, esasperata e con continui attacchi di panico, ha chiesto giorni di malattia e il datore di lavoro l’ha licenziata. Ora, nonostante le segnalazioni della giovane, lui continuerebbe a pedinarla
Attenzioni continue, regali di vario tipo, fiori e bigliettini sulla scrivania e sulla macchina. Una giovane impiegata di uno studio medico di Trento è arrivata allo sfinimento a causa delle costanti e indesiderate avances del suo datore di lavoro. Ora, nonostante un iter che dura da più di un anno, la donna si ritrova senza lavoro, ancora pedinata e l’uomo si rifiuta di pagarle i 50mila euro di risarcimento che un giudice lo ha condannato a versare a causa di un licenziamento senza giusta causa.
Cosa è successo
Tutto ha inizio lo scorso marzo, quando il medico trentino ha deciso di organizzare alla sua impiegata una festa di compleanno a sorpresa in clinica. Una situazione che ha messo la donna in grande imbarazzo anche perché successiva ad altri tentativi di approccio da parte del capo che la giovane aveva ripetutamente rifiutato. Oltre all'allestimento per i festeggiamenti, il medico si era anche presentato dalla festeggiata con un regalo importante: una collana con diamante della collezione di Tiffany dal valore di circa 14mila euro. Nonostante i no della donna, il datore di lavoro ha continuato a mandarle fiori, invitarla a cena e poi, non contento, anche a denigrare il fidanzato. A maggio dello scorso anno, esausta e con continui attacchi di panico (come certificato anche dalla sua avvocata), la donna ha deciso di prendere alcuni giorni di malattia. Il medico ha però considerato le assenze come ingiustificate e l’ha licenziata in tronco.
Risarcimento per licenziamento discriminatorio e ritorsivo
Al licenziamento sono seguiti pedinamenti, biglietti sulla nuova auto, mazzi di fiori inviati a casa dei genitori e dell’avvocata della giovane e infine anche nella nuova casa in cui la donna era andata a vivere con il fidanzato. A luglio, dunque, la donna ha deciso di rivolgersi alla polizia e infine è scattata la denuncia nei confronti del medico con conseguente divieto di avvicinamento. Intanto, nell’ambito del procedimento per licenziamento discriminatorio e ritorsivo, il medico è stato condannato a pagare alla dipendente un risarcimento da 50mila euro. Cifra che la donna non ha ancora ricevuto.